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venerdì 4 luglio 2008

Bimbo tratto in salvo dalle acque sibaritide

Momenti di paura sulle coste cassanesi

Un inizio fortunato quello di Rocco Pignanelli, neo brevettato bagnino di salvataggio dalla Società Nazionale di Salvamento ed in forze a La Serenissima Sicurezza, che nel pomeriggio del 24 giugno scorso si è prodigato nel compiere il suo primo intervento in mare. Il sangue freddo e la certezza di aver acquisito una buona preparazione professionale, hanno permesso al giovane Rocco (da sinistra nella foto con Ferrara e Francesco Serio), 21enne di Trebisacce, di scongiurare il peggio lungo le coste cassanesi dei Laghi di Sibari. Erano appena trascorse le 14:00 di una giornata dal caldo torrido; ci troviamo alla Baia dei Delfini. Ludovico, un bimbo di 4 anni e mezzo, con i genitori giunti per le vacanze dalla Lombardia, sono tra i pochissimi rimasti in spiaggia; ci sono i bagnini presso le proprie postazioni, più all’interno qualcun altro si è fermato sotto i gazebo del bar. Verso le 14:30 il piccolo, che in principio si divertiva lungo il bagnasciuga, si allontana, forse sospinto dalle correnti marine. In breve tempo Ludovico raggiunge e poi supera le boe bianche – segnale che delimita le acque sicure per la balneabilità -; si dibatte, ingerisce l’acqua salmastra; è il panico. Quanto accade non sfugge però a Rocco, che senza esitazioni mette in pratica quanto aveva acquisito nei mesi precedenti. Si lancia e a nuoto raggiunge Ludovico tranquillizzandolo per poi recuperarlo a riva. Accertatosi delle buone condizioni del bimbo, il bagnino lo consegna alle cure dei genitori che visibilmente scossi mostrano desolazione per quanto accaduto. Informati per quanto successo, a Rocco Pignanelli sono giunte parole di elogio da Nunzio Masotina, presidente dell’Associazione Laghi di Sibari, e da Emilio Ferrara, titolare de La Serenissima, azienda dove Rocco è dipendente.

Paride De Paola

sabato 14 giugno 2008

«Tagli ai fondi per la Statale, un vero scippo»

Il Comune di Trebisacce, insieme a molti altri, si dichiara in prima fila nelle azioni di lotta contro il decreto legge 93 del Governo

«Siamo pronti, come sindaci, a bloccare la Ss 106 e saremo sempre in prima fila in tutte le azioni di lotta che si deciderà di mettere in campo contro l’iniquo decreto legge 93 del Governo, che mira ad annullare tutti i finanziamenti previsti a favore delle infrastrutture in Calabria e Sicilia per colmare la grande voragine apertasi con l’abolizione dell’Ici”. Con queste premesse forti, enunciate dal sindaco in apertura dei lavori, tutto il consiglio comunale di Trebisacce, la maggioranza e l’opposizione, esponenti di destra e di sinistra che compongono l’esecutivo comunale, hanno votato all’unanimità a favore dell’ordine del giorno del consiglio comunale monotematico, contro quello che viene considerato un vero e proprio “scippo” ai danni della Calabria e dei calabresi. L’invito a fare quadrato e a convocare tutti i consigli comunali calabresi per esprimere la propria protesta e sensibilizzare le popolazioni sul grave danno che si vuole perpetrare ai danni della nostra Regione, è venuto dai presidenti delle 5 Province Calabresi. «Due miliardi e 400 milioni di euro già destinati all’ammodernamento di importanti infrastrutture, tra cui la S.S. 106 e un miliardo di euro già destinato alle Strade Provinciali – ha ricordato il sindaco Mariano Bianchi - sono stati cancellati con un colpo di spugna. Si tratta di una scelta grave, inspiegabile ed ingiustificata. Le popolazioni, le forze sindacali e politiche, le istituzioni locali devono reagire unitariamente e noi saremo in prima fila per chiedere la modifica del Decreto ed il ripristino dei fondi”. Sulla stessa linea gli interventi del vicesindaco Mandaglio che ha messo sotto accusa tutta la classe politica calabrese, di destra e di sinistra, per “il fallimento” totale dell’azione politica e per non aver saputo difendere il proprio territorio e le proprie popolazioni. E’ veramente l’inizio della fine – ha dichiarato Mandaglio; ancora di peggio succederà con l’introduzione del federalismo fiscale». Duro anche il giudizio del “Verde” Schiumerini, critico contro i Parlamentari calabresi ed il Governatore Loiero che solo ieri avrebbe “biascicato” qualche critica a bassa voce. Anche i Consiglieri Cerchiara e Liguori, pur avendo sostenuto l’attuale Governo, hanno preso le distanze dal Decreto 93, «sostenuti – ha dichiarato Cerchiara - dalla ragione più che dal cuore». Ancora più incisiva la critica di La Regina e Soldato dai banchi dell’opposizione: «Si tratta – ha detto Soldato - di una scelta scellerata e cervellotica… un atto di pirateria politica che va combattuto con iniziative forti, anche eclatanti se è il caso, perché impedisce alla Calabria di progettare il proprio futuro». Intanto, secondo quanto ha dichiarato il sindaco Bianchi, le forze sindacali, si riuniscono oggi a Cosenza per studiare le strategie da adottare, le date e le località dove concentrare la protesta e attivare i blocchi stradali e ferroviari. Per una protesta che si annuncia molto dura e decisa.

Pino La Rocca (La Provincia Cosentina)

venerdì 30 maggio 2008

Trebisacce. Lotta all’evasione:«Pagare tutti per pagare meno»

L’assessore al commercio Paolo Partepilo mette in atto le strategie per combattere l’abusivismo
«Pagare tutti per pagare meno»: è il concetto di sintesi dell’assessore al commercio Paolo Partepilo(in foto) ,come strategia per combattere l’abusivismo nel mercato mensile da parte di operatori commerciali poco corretti a danno di quelli onesti.Intende dare una nuova regolamentazione all’appuntamento del mercato mensile nella considerazione che in passato tale settore ha fatto registrare casi di illegalità e abusivismo ai danni delle casse comunali e degli stessi operatori commerciali.«Già con l’ultimo mercato- scrive l’assessore Partepilo- quello del 25 maggio scorso, su esplicita richiesta dell’amministrazione comunale, sono stati avviati una serie di controlli a tappeto, ad opera degli organi competenti, in particolare, il Comando Brigata Guardia di Finanza di Trebisacce, i Carabinieri ed i Vigili Urbani della cittadina jonica, ai quali va il più sentito ringraziamento dell’amministrazione per la fattiva e proficua collaborazione, che hanno portato alla scoperta ed alla successiva contestazione di molteplici violazioni amministrative e, in alcuni casi, alla confisca della merce detenuta per la vendita, a carico di taluni commercianti non in regola con la normativa in materia di commercio su area pubblica nonché con il vigente regolamento comunale.Le iniziative adottate mirano alla regolamentazione del mercato, anche dal punto di vista logistico, con la repressione di quei fenomeni che hanno in passato portato all’indisciplinata ed illegittima occupazione del suolo pubblico, con pesanti ricadute per la viabilità, la paralisi del traffico e i conseguenti enormi disagi per la cittadinanza, gli utenti del mercato mensile ed i commercianti stessi.Il provvedimento dell’amministrazione comunale mira altresì a combattere l’intollerabile fenomeno dell’evasione contributiva, dilagante negli anni addietro a cagione della mancanza di qualsivoglia controllo, perpetrata da alcuni commercianti itineranti che, pur usufruendo degli spazi messi a disposizione dal Comune per l’esercizio al dettaglio del commercio su suolo pubblico, omettevano di versare al Comune di Trebisacce il relativo canone, con gravissime ripercussioni per la finanza locale».
Franco Lofrano (Calabria Ora)

lunedì 26 maggio 2008

Il Premio Eunomia arriva a Roma

L’ottava edizione del Premio Internazionale “Eunomia” (nella foto un momento dell'edizione del 2003), nato nella cittadina jonica da un’idea di Enza Maierà psichiatra e psico-terapeuta del Distretto Sanitario di Trebisacce e destinato a donne che si sono particolarmente distinte in ambiti ed attività socio-culturali, anche quest’anno ha goduto di un palcoscenico tanto suggestivo quanto importante come la Sala delle Colonne, una delle più prestigiose del Parlamento Italiano. Il Premio, rappresenta “il riconoscimento, la reale e fattiva conferma delle risorse e delle potenzialità dell’universo femminile e ha come obiettivo il pieno e completo riconoscimento delle Pari Opportunità, cui tutti, istituzioni “in primis” debbono concorrere a rendere operativo”. Il comitato promotore del Premio ha promosso questa ottava edizione inserendone la cerimonia di premiazione nell’ambito della “Giornata 2008: “medicina e salute”, Convegno di elevato spessore scientifico organizzato dall’Ema (European Medical Association), con la collaborazione dell’Enea e l’apporto di varie istituzioni mediche romane. La coincidente e speciale giornata sul tema “Atmosfera, Ambiente e Salute” ha rappresentato la cornice ideale per la consegna del premio “Eunomia”, assegnato a due donne che svolgono la loro attività di ricerca nel campo delle scienze ambientali e della salute. Il Comitato Promotore (Presidente la dr.ssa Enza Maierà e Vice-Presidente il giornalista Franco Maurella) quest’anno ha assegnato il Premio “Eunomia” alla dr.ssa Rosa Galati, specialista in malattie dell’apparato respiratorio e ricercatrice argentina di nascita, ma di origini calabresi ed alla dr.ssa Maria Cristina Mammarella, romana, ricercatrice dell’Enea, coordinatrice del progetto nazionale “Atmosfera”, mirato alla qualità dell’ambiente e dell’aria. Da prospettive diverse e con strumenti diversi, Rosa Galati e Cristina Mammarella, a giudizio del comitato promotore del Premio Eunomia, svolgendo la loro attività nel campo della ricerca scientifica, «hanno saputo contribuire al miglioramento della salute dell’uomo».
(La Provincia Cosentina)

venerdì 23 maggio 2008

Trebisacce. Il passaggio a livello va abolito - Serve un tunnel “sotterraneo”

I cittadini della Marina chiedono una soluzione che elimini il pericolo presente
Una cittadina moderna, proiettata verso il futuro, che ha l’ambizione di rifarsi un nome in chiave turistica, non può continuare ad avere, nel centro del suo tessuto urbano, questo dice la gente, un passaggio a livello che interrompe la continuità urbanistica; strozza bruscamente il traffico tra la parte a monte e la parte a valle del rilevato ferroviario e rappresenta per tutti una vera, grande barriera architettonica da eliminare al più presto. Ne sanno qualcosa i cittadini che abitano sul Lungomare e in tutta la zona a valle della Ferrovia e tutti “i bagnanti” che, sulla via che porta a mare, sono costretti, specie d’estate quando il sole dardeggia, a frequenti e lunghe soste in attesa che passi il treno. Le imprecazioni in quei lunghi momenti di attesa, come è facile immaginare, non risparmiano nessuno e le lamentele dei cittadini si fanno sempre più serrate e insistenti. Oggi poi, che in adiacenza al passaggio a livello è stato ricostruito lo storico Miramare Palace Hotel, la situazione è diventata ancora più paradossale: accanto allo sfarzo del più prestigioso Hotel di Trebisacce, c’è infatti l’antiquato, anacronostico e scomodo passaggio a livello che, con i suoi frequenti e assordanti rintocchi, sta a ricordare a tutti che forse il tempo nella cittadina jonica si è fermato agli anni 60/70, allorquando Trebisacce era il centro turistico più gettonato di tutto l’Alto Jonio. Consapevoli di questa grave anomalia, i nuovi Amministratori Comunali hanno ripreso a caldeggiare l’ipotesi di un sottopasso pedonale ed autoveicolare e ne hanno abbozzato il progetto preliminare che è stato avviato agli organi competenti per provare a trovare la copertura finanziaria. Ne ha parlato l’altra sera in Consiglio il sindaco Bianchi. Per ridurre gradatamente la pendenza il progetto prevede un andamento sinusoidale del raccordo stradale, tale che prenda le mosse davanti all’Istituto Aletti e finisca in prossimità del Pontile. Certo non sarà facile, in tempi di v cche magre, trovare produttori per un film che forse andava girato in tempi diversi, quando la vacche erano grasse e anche le Ferrovie stavano meglio. Comunque sia, è già una novità importante che se ne ritorni a parlare e che il progetto venga ripreso dai cassetti del Comune e rimesso in discussione. Del resto nella vicina Villapiana la stessa Rfi (la concessionaria della rete ferroviaria), col contributo del Comune, sta realizzando ben 3 sottopassi veicolari e 2 sovrappassi pedonali. A Trebisacce ne sono stati realizzati solo due, ma quello più importante è stato accantonato con motivazioni pretestuose che non hanno mai convinto nessuno. L’importante è che si faccia sul serio e che non si tratti di un argomento dato in pasto all’opinione pubblica solo per rivendicare una sterile attenzione verso i problemi del paese. L’abolizione del passaggio a livello in pieno centro garantirebbe infatti un salto di qualità nel livello di vivibilità del paese.
Pino La Rocca (La Provincia Cosentina)

A Riomaggiore (Genova) incontro tra le scuole dei Parchi nazionali

A Riomaggiore un incontro tra scuole che si trovano in Parchi Nazionali: Parco dell'Appennino Tosco Emiliano, delle Cinque Terre, e del Pollino fanno rete per promuovere educazione all'ambiente e cultura locale. L'amore per l'ambiente, l'arte e la cultura dei piccoli tesori italiani, si impara fin da piccoli, sui banchi di scuola...e non solo.Mercoledì 8 maggio, un folto gruppo di studenti delle scuole medie provenienti dai tre istituti Corrado Alvaro di Trebisacce (in Provincia di Cosenza), Ludovico Ariosto di Busana (in Provincia di Reggio Emilia) e Telemaco Signorini di Riomaggiore, si sono incontrati alle Cinque Terre per una giornata di didattica attiva, coronata da un pranzo all'aria aperta in Piazza del Vignaiolo in compagnia dei rispettivi insegnanti. Il filo rosso che sottende alla collaborazione tra questi tre istituti è da ricercare nella comune appartenenza a territori d'eccellenza, riconosciuti Parchi Nazionali: Appennino Tosco Emiliano, Cinque Terre e Pollino.Realtà uniche e speciali dalle grandi responsabilità soprattutto verso le fasce più giovani, dove ogni giorno si vive e si lavora allo scopo, non sempre facile, di conservare l'autenticità locale.In questo senso è di primaria importanza la pianificazione di una corretta politica di didattica ambientale, capace di mettere i giovani cittadini di domani, nella condizione di costruire e realizzare un rapporto con l'ambiente fisico e sociale più equilibrato e responsabile.In particolare, a completamento dell'offerta didattica ordinaria, risultano di primaria importanza quelle esperienze di scambio e collaborazione tra istituti che condividono non solo gli stessi valori ma anche simili contesti sociali.“La visita alle Cinque Terre – ha dichiarato Drogo Maria Antonietta, Preside dell'Istituto Corrado Alvaro di Trebisacce – rientra nel progetto dal titolo Ambiente Identità, qualità della vita, in rete con il liceo Scientifico della nostra città, finanziato dalla Regione Calabria.L'iniziativa ha infatti lo scopo di coinvolgere i ragazzi, attraverso visite e scambi, in percorsi artistici, ambientali e culturali, che permettano loro non solo di prendere consapevolezza della straordinaria varietà di patrimoni storici e naturali d'Italia, ma anche di acquisire conoscenze e strumenti critici che possano renderli in futuro capaci di gestire questa importante eredità.” “Il nostro Istituto – ha sottolineato la Professoressa Mara Redeghieri dell'Istituto Ludovico Ariosto di Busana - ha aderito al Progetto Ambiente attivato dal Parco Nazionale dell'Appennino Tosco Emiliano, per approfondire la conoscenza del nostro territorio anche attraverso il confronto con altre realtà come il Parco Cinque Terre, sempre disponibile nell'accogliere iniziative di sensibilizzazione rivolte ai ragazzi.” L'ambiente e con esso il paesaggio e la sua storia, non sono qualcosa che ci si può limitare a conoscere, sono qualcosa entro cui e in rapporto a cui si agisce, o meglio, essi vanno conosciuti ma è una conoscenza finalizzata all'azione, alle scelte e alle decisioni da prendere circa i comportamenti da assumere...possibilmente fin da piccoli.

genovapress.com

lunedì 31 marzo 2008

Trebisacce: Costituito il comitato pro-ospedale.

Costituito un comitato pro ospedale per il potenziamento e funzionamento e contro la chiusura. Intesa generale raggiunta su di una mobilitazione generale sulla questione sanità. Ben riuscita l’iniziativa promossa dall’assessore alla sanità, Graziano Mandaglio, di convocare venerdì sera, nella sala consiliare i sindaci dei comune dell’alto jonio e gli operatori sanitari per trattare lo scottante tema della sanità con annessa paventata chiusura o depotenziamento dell’ospedale “G. Chidichimo”. ”Non ci possiamo permettere di assistere impotenti alla chiusura dell’Ospedale. Vi è una volontà precisa di farlo morire.” Ha esordito dando inizio ai lavori Graziano Mandaglio, nella sua duplice veste di medico e di assessore. E ancora: "Questa logica è iniziata già da tempo, sin da quando l’Asl di Trebisacce è stata trasferita a Rossano e ora Cosenza. Abbiamo problemi di viabilità, di medici che mancano, di paramedici, di primari e noi dobbiamo organizzarci e mobilitarci per farci sentire e ostacolare questo processo che penalizza il nostro territorio". Franco Durso, sindaco di Roseto Capo Spulico: "In altri momenti noi sindaci siamo riusciti già a fare sintesi di territorio con risultati apprezzabili, e anche in questa occasione sapremo fare la nostra parte. Dobbiamo lavorare in sinergia ed essere propositivi considerando anche il fatto che lo scorso giovedì il Direttore Generale Franco Petramala ha già assicurato che l’ospedale non si chiuderà e comunque insieme a voi operatori sanitari andremo avanti e presenteremo a chi di competenza le nostre giuste rivendicazioni di sanità territoriale". Salvatore Aurelio, sindaco di Albidona, esprime il suo assenso a sostenere la causa nell’interesse dei cittadini che hanno bisogno dell’ospedale e pertanto non mancherà l’impegno necessario. Cecilia Renne di Cassano concorda con la necessità di potenziare la struttura di Trebisacce, ma rivendica anche la necessità su Cassano di potere avere i servizi essenziali per il poliambulatorio dove attualmente non è possibile garantire neppure un elettrocardiogramma o dei raggi. Saverio La Regina: "L’ospedale sta morendo, manca persino la segnaletica stradale e la scritta sul tetto di ospedale per essere riconosciuto da chi arriva da fuori a Trebisacce. E’ lodevole l’iniziativa intrapresa che condivido e sostengo. Mandaglio interviene e sostiene che bisogna costituire una commissione di valutazione, un comitato permanete che si faccia carico di portare le istanza ai vertici della sanità. Antonio Caccuri, assessore alla cultura: "Per la prima volta non ci sarà il seggio elettorale speciale in ospedale a causa del ridimensionamento dei posti letto. E’ vero che i direttori generali promettono e rilasciano dichiarazioni, ma sappiamo però che le decisioni poi vengono dall’alto. L’ospedale deve restare tale e non ospedale ufficio come stava accadendo recentemente di assegnare ad un’associazione di volontariato uno spazio utile alla struttura. Sono anch’io per la mobilitazione generale ed occorre coinvolgere quanta più gente possibile. Luigi Odoguardi, primario di Radiologia: "Siamo passati dalla medicina di base a quella specialistica, ma non abbiamo i 32 posti letto di lungo degenza, né i 4 posti di endocrinologia, e l’ospice di Cassano abbandonato a se stesso, il piano sanitario prevede come ospedale di frontiera i posti letto per acuti e questi posti e non ci sono. Dobbiamo chiedere ciò che ci spetta al direttore generale e ci dobbiamo muovere. Gli operatori Nicola Gatto e Antonio Paolino puntano sulle liste di attesa lunghe per mancanza di personale medico e sul fatto che gli spazi interni della struttura devono esser assegnati con criteri più razionali e funzionali all’azienda e non per ospitare associazioni che meritano delle sedi adeguate ma fuori dalla struttura ospedaliera. Corigliano, chirurgo, sostiene che i politici usano i medici e li spostano per farsi la campagna elettorale. Valentino della UIL afferma che l’ospedale è di frontiera ed è prevista la non chiusura dai piani sanitari. Raffaella Bruni,operatrice sanitaria: "La gente ha bisogno di risposte e non di persone che fanno la corsa alle poltrone!” Antonio Scutari, direttore Sanitario: "Bisogna capire qual è la missione dell’ospedale e occorre assicurare almeno le prestazioni di primo livello e avere dei “responsabili” di servizi, occorre una riorganizzazione delle responsabilità. Leonardo Campana, ginecologo, afferma che le reperibilità sono tante e i medici affrontano un sacrificio notevole pur di assicurare il servizio che va potenziato e con immediatezza. Occorre e condivide una generale mobilitazione di tutto il territorio per ostacolare la volontà politica di chiusura dell’ospedale. Mario Melfi, sindaco di Amendolara: "Occorre coniugare l’esigenza dei cittadini con quella degli operatori. Siamo per la rivendicazione seria, per far rispettare i patti, per parlare con Petramala, nell’interesse della cittadinanza e per la cittadinanza". Esprime condivisione per l’iniziativa e sostegno per la consulta o comitato permanente. Mario Ciacco, radiologo: "La gente non si sente tutelata dalla politica ed è scontenta peri servizi. La gente però se la prende con noi sanitari e non con i politici e noi ci dobbiamo assorbire tutte le lamentele. Dobbiamo difendere il nostro territorio e non mortificarlo ancora. Dobbiamo far sentire la nostra voce nelle sedi opportune". Luigi Bria, sindaco di Villapiana: "Da quando siamo passati con Cosenza si sta depotenziando l’ospedale e la sanità. I nuovi investimenti mancano perché non superiamo i 120 posti letto, in alcuni paesi manca la guardia medica e manca l’emergenza sul territorio. Siamo dalla parte dei cittadini e degli operatori". Mandaglio ringrazia i convenuti e su questi problemi, a breve con il comitato, incontrerà il Dirigente Generale perché, ha concluso “siamo tutti insieme e accomunati dallo stesso obiettivo.”

Franco Lofrano

domenica 2 marzo 2008

A due trebisaccesi il Premio Giovanni Paolo II

Piero De Vita e Valentina Vasileva sono i vincitori nella sezione poesia e cultura
TREBISACCE – C’è anche un po’ di Trebisacce nella seconda edizione del Premio Nazionale Giovanni Paolo II. Piero De Vita e Valentina Georgieva Vasileva sono, infatti, tra i vincitori del prestigioso concorso dedicato all’indimenticabile pontefice. La gara, ispirandosi alle stesse parole di Papa Wojtyla, che affermava: “Nessuno meglio degli artisti può intuire qualcosa del pathos con cui Dio, all’alba della creazione, guardò all’opera delle sue mani”, ha raccolto quadri, poesie e sculture, in cui fosse impresso il messaggio di pace lanciato da Giovanni Paolo II. Tra i 642 partecipanti di quest’anno, la giuria, composta da artisti di caratura internazionale, ha incoronato nella sezione scultura la “Pace tra est e ovest”: un bassorilievo raffigurante S. Cirillo, S. Metodio e S. Benedetto, nominati Santi d’Europa. “Tutto è nato ascoltando le parole del pontefice in occasione della festa liturgica dedicata ai primi due santi” afferma la scultrice di origini bulgare, che poi precisa: “L’opera serve a testimoniare l’unione nell’amore dell’Europa Occidentale e Orientale, entrambe poste sotto un’unica Croce”. Premiata anche la poesia “A Betlemme tra gli uguali”, dedicata ad un bambino israeliano e palestinese. Ad ispirare il componimento di De Vita la visita del Papa in Palestina, terra trafitta da ingiusto odio. I due artisti insieme a tutti gli altri vincitori verranno ufficialmente premiati il 28 ottobre prossimo presso il Teatro Di Costanzo Mattiello a Pompei.
Lorenzo Armentano

venerdì 29 febbraio 2008

Si è costituito "L'Altro Jonio Onlus", l'associazione di ispirazione Cristiana

Il 15 febbraio 2008 si è costituita una Associazione Socio - Sanitaria di ispirazione Cristiana, per il contrasto all’emarginazione denominata “L’Altro Jonio Onlus”. La sua sede operativa è Trebisacce, quella legale Corigliano Calabro, presso la casa dei Salesiani. Il presidente è La signora Elisa Risoli. I soci dell’associazione (medici, psicologi, educatori professionali, consulenti familiari, pedagogisti, infermieri, ecc) provengono da valide esperienze nel campo sociale e sanitario che, ne qualificano la professionalità e la serietà. L'associazione nasce in risposta ad uno stato critico della situazione sanitaria del nostro territorio e, intende contribuire al miglioramento della qualità del servizio sociosanitarioL'idea che ha dato vita all’associazione, è quella di creare e sviluppare una rete territoriale di sostegno su un largo ventaglio di obiettivi, distribuita sull'intero territorio dell’Alto Ionio, in grado di fornire servizi specialistici nel campo della formazione, dell'assistenza sociale e socio-sanitaria nei confronti di soggetti in condizioni di svantaggio fisico, psichico, economico, sociale, familiare.

lunedì 25 febbraio 2008

Dalla Puglia un intesa con le province ioniche

La giunta di Palazzo dei Celestini, presieduta dal Presidente Giovanni Pellegrino, ha approvato oggi un Protocollo d'intesa diretto a costituire un tavolo di consultazione permanente tra le Province dell'Arco Ionico di Lecce, Cosenza, Matera e Taranto
Il protocollo è finalizzato a sviluppare un sistema di collaborazione per la presentazione di iniziative e progetti comuni indirizzati alla promozione dello sviluppo economico e sociale sostenibile del territorio, attraverso Programmi comunitari, nazionali e regionali. L'accordo verrà sottoscritto sabato 1 marzo, nel Cinema Teatro "Gatto" a Trebisacce (Cs), all'interno di un convegno sui temi del partenariato istituzionale e della programmazione 2007/2013. "Il tavolo che andremo ad istituire risponde alla funzione di monitorare i bisogni territoriali, organizzare una domanda globale di sviluppo su scala interprovinciale ed individuare interventi e strumenti sul territorio in un quadro comune, che prefiguri soluzioni coordinate in funzione dello sviluppo sostenibile, in ragione delle opportunità offerte dalle politiche di sviluppo, coesione e competitività dell'Unione Europea, e dalle strategie dell'Unione Europea per l'area euromediterranea e nell'ambito delle politiche di vicinato", ha dichiarato l'assessore provinciale alle Politiche comunitarie Cosimo Durante che sabato sarà presente all'incontro. "Quest'accordo ha, quindi, lo scopo di facilitare l'instaurarsi di relazioni di scambio tra le Istituzioni firmatarie, favorire le sinergie, valorizzare in forma integrata il patrimonio ambientale, culturale e territoriale, stimolare l'instaurarsi di relazioni di fiducia e cooperazione promosse dalle amministrazioni, promuovere azioni organiche ed integrate in favore dello sviluppo sostenibile, attraverso l'istituzione di un partenariato stabile", conclude Durante. Il Tavolo, composto dai Presidenti delle Province firmatarie, avrà come ambito di intervento i temi prioritari indicati dai documenti di programmazione comunitaria, nazionale, regionale e dai documenti di programmazione delle Province, con particolare riferimento alla tutela e gestione dell'Ambiente e del Mare; alla tutela e messa a valore delle risorse ambientali e naturali; al riconoscimento, tutela, recupero e valorizzazione del patrimonio culturale, storico architettonico ed archeologico. E ancora l'energia, il risparmio energetico e la produzione di energia da fonti rinnovabili; la logistica, le reti di mobilità e sistemi di trasporto; il marketing e la commercializzazione turistica delle risorse; la qualificazione delle destinazioni turistiche locali; l'inclusione sociale e servizi per la qualità della vita e l'attrattività territoriale; l'agricoltura e sviluppo rurale; la prevenzione dal rischio tecnologico e naturale; l'innovazione, ricerca e sviluppo tecnologico; la competitività e attrattività delle città, dei territori, delle reti insediative e dei centri storici minori; l'impresa e sviluppo dei sistemi produttivi; la politica ed economia del Mediterraneo; la politiche del lavoro, educazione, formazione, istruzione; la comunicazione e marketing territoriale.
da iltaccoditalia.info

lunedì 18 febbraio 2008

Restauro in corso per la Chiesa Madonna della Pietà di Trebisacce

La Chiesa Madonna della Pietà, con Parroco Don Gaetano Santagada, si presenta delimitata da rete di sicurezza e ponteggi per l’edilizia. I lavori che la ditta Mariano Mirabelli di Rende effettuerà serviranno a restaurare e a mettere a norma di sicurezza anche da un punto di vista sismico l’intera struttura che comprende anche l’ex asilo parrocchiale. Lavori questi necessari e utilissimi anche se la comunità trebisaccese avrebbe preferito l’abbattimento completo della Chiesa per un allargamento dell’area con un nuovo progetto più adeguato alle esigenze reali della comunità parrocchiale. La Parrocchia come competenza abbraccia il territorio che dalla località più o meno torrente Saraceno arriva in Via Fiume (ufficio Postale della marina) dove nella zona è risaputo il numero degli abitanti è cresciuto e lo spazio della Chiesa è oggi inadeguato. Non è un caso che durante cerimonie religiose molto partecipate diversi fedeli restano fuori e sostano nella piazzetta antistante alla chiesa oppure è necessario celebrare fuori la Santa Messa per consentire a tutti la diretta e personale partecipazione al momento sacro. Pare però che la Sovrintendenza ai beni culturali abbia posto,assumendo un atteggiamento contraddittorio, il veto all’ampliamento totale e ne abbia, però, consentito la messa in sicurezza, con “abbattimento” dell’ex asilo. La riflessione che passa però è che la mia ignoranza è alta in quanto non riesco a vedere nelle mura della Chiesa “mattoni” di grosso pregio e valore,né sui muri dell’ex asilo. Piuttosto recuperando l’area fino alla “fontanella” sita vicino al muro della navata di sinistra della Chiesa avremmo avuto maggiore spazio al quale aggiungere una parte di quello della piazzetta. Così facendo, si ha l’idea, che la costruzione adeguata della Chiesa oggi verrebbe consegnata al futuro come “bene culturale”, di grande valore e molto funzionale. Ovviamente ci sono stati limiti,vincoli e quant’altro per non farlo. I progettisti per il restauro sono l’Ing. Giuseppe De Salvo e l’Arch. Umberto Celico, che già diversi anni fa, hanno impiegato più tempo a trovare valide soluzioni per il progetto di restauro che non a redigere sull’area ‘ex novo’ il progetto. Per dovere di cronaca si ricorda che il merito della pratica e della progettazione e di una sostanziosa parte del finanziamento è da riconoscere alla precedente amministrazione con Sindaco Antonio Mundo e responsabile dell’area tecnica l’Arch. Pasquale Palmieri e l’altra metà del finanziamento, circa 250.000 euro arrivano invece dalla Cei (Conferenza Episcopale Italiana). Il merito quindi alla precedente amministrazione di aver avviato l’iter procedurale e progettuale e il demerito di non averla allargata, comprendendovi anche l’ex asilo. All’attuale amministrazione il merito di aver curato e sbloccato l’ostacolo procedurale che si è venuto a creare tra la precedente amministrazione e la Sovrintendenza ai beni culturali e l’avvio dei lavori di restauro nell’interesse dell’intera comunità che finalmente si sente considerata e ascoltata e a termine lavori anche sicura di poter ascoltare in tranquillità le omelie di Don Gaetano all’interno di una struttura antisismica.

Franco Lofrano

mercoledì 13 febbraio 2008

Trebisacce: il Saraceno è ancora invaso dai rifiuti

La foto denuncia il cumulo di rifiuti che ancora oggi persiste, ma il problema è vecchio. Questi rifiuti sono ben visibili lungo il tratto di strada sterrata che conduce alla vasca di raccolta delle acque in zona torrente Saraceno. Stessa zona dove solo qualche giorno fa ha fatto tanto parlare di un numeroso cumulo di gomme, inerti, eternit, bagni rotti e quant’altro. Denuncia portata e ampiamente documentata nella sala consiliare e oggetto anche di discussione durante l’incontro sull’avvio della raccolta differenziata “porta a porta”. Ancora una volta emerge la necessità di informare che la raccolta di ingombranti è gratuita per tutti i cittadini e basta avvisare il comune per il ritiro a domicilio. In zona 104 è presente l’isola ecologica dove è possibile depositare i rifiuti. Se tutti noi cittadini non collaboriamo a tenere pulito il nostro territorio, a nulla varranno gli impegni e gli sforzi dei politici-amministratori per raggiungere risultati ambientali positivi. Il danno all’ambiente è stato fatto. Certo occorre bonificare tutta l’aria. Intanto tutto costa e il costo andrà a gravare sull’intera comunità. Come se non bastasse tutti quei veleni creeranno danni e se vogliamo lasciare ai nostri figli un futuro diverso dall’emergenza rifiuti occorre responsabilizzarci e collaborare mettendo con rispetto alla porta la nostra produzione di rifiuti, rispettando le regole e gli orari per la raccolta. Ma soprattutto impedendo a chiunque di continuare ad avvelenare terreni con lo scarico indiscriminato di materiali pericolosi e dannosi. La campagna di informazione sulla raccolta differenziata sta procedendo e con il “porta a porta” per quartiere si incontreranno dei problemi logistici, organizzativi e di adeguamento alla novità, ma il superamento dei problemi porterà nella nostra cittadina più pulizia,più vivibilità, più turisti e più sviluppo nell’economia.
Franco Lofrano

martedì 29 gennaio 2008

Trebisacce: Documento di disappunto del Sindaco nei confronti del "Manifesto" affisso dalla minoranza

Sento il dovere di manifestare all’assise consiliare e alle persone che stasera sono qui presenti, il mio disappunto su quanto scritto in un manifesto, affisso sui muri della città, domenica 27 gennaio, u.s. che porta la firma dei consiglieri comunali di minoranza. Gradirei conoscere le ragioni che hanno indotto i firmatari a stilare tale manifesto e con quale animo “Democratico”, si sono spinti, oltremodo, a giudizi generici e gratuiti di carattere personale, anticipando, frettolosamente, con il timore di chi vuole evitare il confronto in contraddittorio, tutto ciò che si sarebbe potuto trattare, nella seduta consiliare di questa sera. Sarebbe bastata una semplice richiesta, da parte della minoranza, di inserire all’ordine del giorno i punti evidenziati nel manifesto su cui discutere e dibattere, a vantaggio non solo degli occhi ma anche e soprattutto delle orecchie di tutti. Ordine del giorno, messo a disposizione dall’Ufficio della Presidenza del consiglio comunale, che è stato puntualmente notificato, nei termini di legge, a tutti i membri del consiglio, qualche giorno prima della misteriosa comparsa del manifesto e cioè giovedì 24 u.s. e in tali circostanze il gruppo di minoranza non ha manifestato alcuna volontà di trattare tali argomentazioni nella seduta di questa sera, ne avrebbero avuto pieno titolo e diritto. Appare del tutto gratuito e generico il linguaggio, ancor di più l’atteggiamento assunto dalla minoranza in tale deprecabile iniziativa che denota soltanto mancanza di democrazia, nel metodo prima che nel merito e non certo la volontà di raggiungere lo scopo di un sano e leale confronto tra le parti. Ma c’è chi ama sparare sempre …………… indisturbato su chiunque e in ogni momento rimanendo nell’anonimato a vita e utilizzando manifesti, lettere diffamatorie e quant’altro. Nelle precedenti sedute consiliari le dichiarazioni di alcuni consiglieri di minoranza lasciavano intendere chiaramente, un costruttivo spirito collaborativo alle attività dell’Amministrazione per il bene comune e nell’interesse della collettività. Nel merito, desta sconcerto l’inaspettata impennata dei consiglieri di minoranza che da una parte dichiarano di voler collaborare e dall’ altra lanciano isteriche accuse, tipiche di chi ancora non ha digerito il rospo. Notoriamente i “venditori di fumo”- lo sanno anche i bambini - mentono, ebbene i debiti ereditati dalla passata amministrazione, purtroppo, sono documentali non è possibile non vederli o fare finta che non esistano.La menzogna, in una mente pensante serve a celare i propri misfatti, in otto mesi di mandato non c’è abbastanza tempo per compiere dei misfatti, più verosimile come scenario temporale può essere un ventennio, anzi in un ventennio di misfatti c’è tempo per compierne tanti. E il considerevole scarto di voti con cui l’amministrazione precedente è stata mandata a casa è un indice inesorabile della considerazione che i cittadini hanno dei misfatti e di come vadano trattati gli autori dei misfatti. L’acrimonia con cui, pateticamente, si cerca di attirare l’attenzione dei cittadini la dice lunga sulla povertà della mente che ha partorito quel manifesto, le espressioni elementari, desuete, volgarmente offensive, tipiche di un modo di fare politica retaggio degli anni che furono, offendono più chi le ha scritte che le persone a cui sono maldestramente e ingiustamente dirette. Sarebbe stato il caso di ignorarle, ma ancora una volta preferiamo il confronto e ne parliamo perché crediamo nell’efficacia di un sano rapporto dialettico che rappresenta la ratio della democrazia della quale siamo attenti osservatori. Invitiamo, quindi i consiglieri di minoranza ad evidenziare con puntualità gli atti amministrativi da noi compiuti dai quali si evince improvvisazione e superficialità, le critiche possono servire solo se sono puntuali e circostanziate e, soprattutto non pretestuose, diversamente non portano da nessuna parte.Dal canto nostro non temiamo smentite affermando che l’unica opera pubblica terminata dalla passata amministrazione, il centro polivalente, è praticamente inagibile a causa dei lavori non eseguiti a regola d’arte e dei prematuri segni di degrado che non offrono alcuna garanzia in termini di agibilità e di sicurezza. Il centro, quindi, può entrare di diritto nel novero dei frutti, frutti precocemente rinsecchiti ed ereditati della passata amministrazione, come i debiti, quelli sono sempre verdi e maturano ingenti interessi quando non si pagano. Per tali ragioni sono state avviate le procedure di contestazione agli addetti ai lavori nelle sedi opportune; una apposita conferenza sarà tenuta presso il centro per illustrare lo stato dei luoghi alla stampa, alla stessa stampa che stamattina imboccata da qualche informatore da marciapiede ha riportato la notizia di bacchettate date da un consigliere al sindaco Bianchi. Peccato che lo stesso consigliere non presenzi al Consiglio comunale da diverse sedute tanto da poter essere dichiarato decaduto.La saga delle menzogne iniziata vent’anni fa non è ancora finita. Altri frutti ereditati:
1. Il mercato di S. Antonio, in pessime condizioni igienico-sanitarie e in assoluto stato di abbandono;
2. Il vecchio Lutri, che nonostante i quattrini spesi, fino a due mesi fa non era ancora agibile;
3. IL campo sportivo di Rovitti non agibile per le competizioni sportive;
4. Il Palazzetto dello Sport, opera incompiuta per carenze finanziarie;
5. La rete idrica un perfetto colabrodo da lavorarci su seriamente;
6. L’impianto di depurazione e la rete fognaria vanno rimessi a nuovo;
7. Le due chiese della marina, i lavori erano bloccati per i contenziosi con le ditte esecutrici e sono stati sbloccati in questi giorni;
8. Le scuole elementari le cui condizioni statiche vanno seriamente verificate;
9. La passerella del ponte di Albidona che va completata;
10. L’impianto d’illuminazione pubblica che va potenziato;
11. Il capannone della Provincia, area completamente da risanare e da valorizzare;
12.Le strade, che sono quasi tutte da riprendere;
13.Il considerevole contenzioso legale che comporterà un esborso di denaro altrettanto considerevole;
14. e in particolare il contenzioso relativo agli espropri per pubblica utilità ancora pendente, che desta non poche preoccupazioni;etc. etc.
Altro che frutti, qui c’è veramente da rimboccarsi le maniche, soltanto per reperire quattrini e portare a termine intanto le opere incompiute e nel contempo mettere in campo nuove strategie e risorse finanziarie per il programma pluriennale dei LL. PP.Per tutto ciò non ci sono meriti o demeriti che tengano, le opere vanno fatte e basta, perché rientrano nella normalità degli adempimenti amministrativi di un ente locale e gli sforzi tesi in tal senso non devono diventare concessioni straordinarie del pubblico amministratore o di chi. amministra, ma questo chi lavora o ha lavorato nella pubblica amministrazione lo sa bene.Perciò c’è poco da vantarsi su manifesti, perche di fatti in vent’anni se ne sarebbe potuti fare tanti, ma questo mi pare non sia accaduto , visto il quadro poco confortante delle tante cose ancora da fare; e le cose vanno fatto seriamente e nel rispetto delle norme e delle regole nei tempi dovuti, senza precalcolate attese strategiche che portano inevitabilmente a lunghi ritardi tra le cose programmate e da fare.E ciò è già accaduto, Trebisacce è in netto ritardo almeno di una ventina d’anni visto il quadro pubblico che in alcuni casi si concilia con lo sconfortante quadro privato.Infine se i trebisaccesi oggi sono allegri, cantano e ballano vuol dire che solo oggi sono veramente felici, liberi e fiduciosi nel futuro e in chi li amministra, questo però fa tanto soffrire chi in tanti anni, con assoluta indifferenza, non s’è mai preoccupato del malessere sociale e della qualità della vita nella nostra città, soltanto pochi eletti potevano gioire al cospetto di un imperatore di provincia che ha utilizzato e utilizza i suoi seguaci con la dottrina dell’uso e getta, perché nessuno è migliore di lui e nessuno può amministrare senza di lui. Quei pochi eletti hanno potuto gioire soltanto quando c’era lui che amministrava, senza di lui, non riescono più neanche a guardarti in faccia per la vergogna e sfogano la loro rabbia con stupide e sciocche menzogne su lettere e manifesti come quello di domenica scorsa, il cui richiamo è dovuto più al color giallo cacca che in quello che c’è scritto: Trebisacce saprà valutare, capire e ricredersi – Dopo vent’anni Trebisacce ha già valutato, ha già capito e si è già ricreduta……….. Per fortuna la felicità è una condizione di benessere raggiungibile a costo zero, che non potrà certo essere condizionata dal malumore di pochi.
Il Sindaco, arch. Mariano Bianchi

mercoledì 23 gennaio 2008

Trebisacce: Ferito dal cognato con un motosega.

Aggressione e litigio pauroso sul monte Mostarico. P. L. di anni 60 e stato aggredito violentemente dal cognato - che al momento si è dileguato - e ferito gravemente con un motosega al braccio destro. Pare che in seguito ad un diverbio riguardante la proprietà di terreni e di confini degli stessi si sia passato a un vero e proprio corpo a corpo. Il 60enne ha visto il cognato, le cui generalità non sono note, impugnare un motosega con l’intento preciso di usarlo contro l’avversario e la vittima per difendersi ha sollevato il braccio destro che è stato oggetto di ferite plurime. Attorno alle ore 10,00 di Martedì 22 Gennaio, accompagnato da un automobile di fortuna, il P.L. raggiunge il pronto soccorso dell’Ospedale “G.Chidichimo” dove prontamente i medici di turno, in collaborazione con il servizio del 118 e con i medici del reparto di chirurgia, intervengono e suturano la ferita. Pare si tratti di una vasta ferita che ha interessato anche i muscoli e i tendini dell’avambraccio destro che risulta anche fratturato. Subito dopo le cure l'uomo è stato trasportato presso il reparto di Ortopedia di Corigliano per le attenzioni più adeguate. Certamente la mancanza nella struttura ospedaliera del reparto di chirurgia ortopedica fa registrare un ritardo di intervento mirato e nella struttura ricevente di Corigliano un intasamento di interventi.

Franco Lofrano

domenica 20 gennaio 2008

Cosenza. La sedicenne Deborah Pugliese muore in un incidente stradale

Una ragazza di sedici anni, Deborah Pugliese, di Trebisacce (Cosenza), e' morta venerdì pomeriggio all'ospedale dell'Anunziata di Cosenza a seguito delle ferite riportate in un incidente stradale sulla strada provinciale 283 che lega Villapiana con Trebisacce. La ragazza era a bordo d'un ciclomotore assieme a M.S., 17 anni, di Sibari, quando nel territorio comunale villapianese il due ruote e' stato investito da un'auto. Inizialmente trasferita in prognosi riservata alll'ospedale di Trebisacce, l'adolescente e' stata successivamente trasferita nel nosocomio di Cosenza, dove e' deceduta. E' invece rimasto nella struttura sanitaria della cittadina ionica M.S., giudicato guaribile in venti giorni. Sul caso la Procura della Repubblica ha aperto un'inchiesta per verificare eventuali responsabilita'. Sull'indagine indagano i carabinieri di Corigliano. (AGI)
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Trebisacce. Deborah Pugliese non è più con noi
Ancora un piccolo angelo è salito in cielo. E’ Deborah Pugliese del 1992, studentessa della prima A corso Igea. Giovanissima, dolce, responsabile, solare, una “bambolina” viene definita dagli amici e conoscenti. Sono le ore 18,45 circa di giovedì 17 gennaio quando le sirene del 118 rapiscono l’attenzione delle persone e poco dopo la notizia di un grave incidente nel vicino comune di Villapiana Lido. Deborah e M.S., del 1992, viene riferito di Sibari, a bordo di un motorino e altri due motorini con altri amici seguivano il primo e da Trebisacce sulla pericolosissima 106 per Villapiana Lido. Giunti i tre motorini, in direzione Sibari, poco più avanti dell’Hotel Corallo e in prossimità del rifornimento di carburante Erg, una macchina, Alfa Romeo 145, pilotata da un 42 enne di Plataci, proveniente dalla parte opposta svolta per inserirsi nel piazzale della pompa di benzina. Sono attimi e due motorini schivano l’auto, mentre quello con a bordo Deborah non riesce e l’impatto è violento e tragico. Per M.S. i sanitari del 118 rilevano ferite plurime ma non pericolose o comunque guaribili. Debora subito dopo l’impatto riferiscono gli amici si era rialzata,ma poco prima dell’arrivo dei sanitari e dei carabinieri del luogo già cominciava ad accusare un forte malessere. Il 118 constata subito la gravità della situazione e immediatamente l’ambulanza raggiunge l’ospedale di Trebisacce. I medici prontamente si rendono conto che necessita il reparto di neurochirurgia e di conseguenza la piccola Debora viene trasportata presso l’ospedale dell’Annunziata di Cosenza. Ore di panico e di forte preoccupazione per il papà Luciano Pugliese titolare di un panificio nel centro storico e di mamma Caterina Palermo e del fratello Thomas. Deborah è da ore in sala operatoria e i genitori, i parenti e gli amici attendono una qualche “speranza”, ma non è facile neppure per i medici pronunciarsi e “riserbo” è ciò che si respira. La notizia funesta arriva e Debora non è più con noi. Sono le 13,30 del Venerdì 18 gennaio, e su Trebisacce, se inizialmente ci si chiedeva “come sta?” in quel preciso istante arriva la tragica notizia del decesso. Sono ormai le 19,00 e l’abitazione della famiglia Pugliese brulica di persone e lo sconforto e la disperazione trionfa su tutto. C’è Irene Armentano, la sua “sorellina” inseparabile amica e compagna di scuola della seconda C del Corso Igea presso il “Filangieri”, chiusa in se stessa. C’è Pina Stellato che si dispera e non ha più lacrime da versare. Un quadro d’insieme disperato. E per l’intera comunità un angelo a cui rivolgere le preghiere. Franco Lofrano
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Trebisacce. Una moltitudine di giovani per salutare Deborah un ultima volta
“Stiamo morendo in troppi”. Queste le parole, disarmanti, di un giovanissimo con gli occhi ormai stanchi delle troppe lacrime versate, mentre cerca consolazione tra gli amici più intimi. Questi ragazzi, troppo spesso additati, con faciloneria, come bulli e furiosi, oggi mostrano tutta la loro sensibilità, la loro fragilità. Si rendono conto, malgrado la loro tenera età, di essere sempre più spesso protagonisti di vicende luttuose. Davanti la chiesa di San Nicola di Mira, nella parte più vecchia della cittadina ionica, i ragazzi, moltissimi e provenienti dai tanti centri abitati del comprensorio, attendevano in un solenne silenzio l’arrivo del feretro, partito qualche minuto prima da via Tacito, dove risiedeva la giovane Deborah. Dalle stradine del centro storico pervengono le note suonate dalla banda musicale; suoni briosi, vitali, proprio come mostrava d’essere la giovane studentessa trebisaccese: felice, vitale, armoniosa. Dure sono state le parole del parroco don Ciccio Morano pronunciate durante l’omelia. Il sacerdote ha richiamato tutti alle proprie responsabilità e, ricordando i tanti giovani che in questi ultimi anni hanno lasciato troppo in fretta la loro vita terrena, punta il dito verso gli adulti, le istituzioni, la scuola e le famiglie, organismi sempre meno “educatori”, che avvicendano all’altruismo il sentimento del disinteresse e dell’egoismo. Rivolgendosi poi alla famiglia Pugliese, Luciano, Caterina e Thomas, genitori e fratello della giovane Deborah, e parlando ai tanti che hanno affollato la chiesa ed il piazzale antistante, il parroco li esorta a cercare conforto nella figura del Signore, il Cristo risorto, perché Deborah da oggi vivrà per sempre al suo fianco. E non può essere diversamente per quella dolce figura che era Deborah, sorridente e disponibile con tutti. La ricordano con affetto le maestre ed i compagni della sua scuola di danza, ed il corpo docenti della Scuola Media C. Alvaro, istituto che la giovane aveva lasciato solo lo scorso anno per poi iscriversi alla Ragioneria della stessa cittadina ionica. Al termine della funzione, il silenzioso cielo di Trebisacce è stato scosso da botti pirotecnici e ricolmo di palloncini bianchi, mentre a terra, con la banda musicale che suonava a festa, il saluto dei presenti si stringevano al feretro di Deborah in un unico applauso. Paride De Paola

venerdì 18 gennaio 2008

Testimonianze d'affetto e sostegno al Santo Padre per i fatti riguardante la mancata visita presso l'Università La Sapienza di Roma

Trebisacce. Gianni Mazzei si esprime sulla mancata visita del Sommo Pontefice presso l'Ateneo La Sapienza di Roma
Benedetto XVI annulla la prevista visita all’Università “La Sapienza”. Anche se il Viminale ha rassicurato sulla sicurezza, il pontefice ha declinato l’invito del Rettore Magnifico. La visita avrebbe dovuto verificarsi il 17 gennaio, ma si è ritenuto opportuno soprassedere all’evento. A seguito di ciò Gianni Mazzei stimato docente del liceo esprime il proprio pensiero: "Affermo con chiarezza l'errore a contestare il papa, per i seguenti motivi: 1) Non si può dire eventualmente si al Papa precedente e all'attuale no, come se il ruolo fosse subalterno a chi lo incarna. Il Papa incarna un duplice ruolo: a) L'autorità morale, portatrice di valori condivisi anche dal mondo laico; b) Capo dello Stato Vaticano. A ciò si aggiunga tutta la storia e tradizione della chiesa cattolica nella società italiana; 2) Dubito di quest'affermazione orgogliosa dei 67 docenti circa il ruolo della libertà di ricerca, per diverse ragioni: 1) Molti in italia diventano docenti, non certo per merito, ma per cooptazione dell'ambiente universitario (è un eufemismo per dire raccomandazione o addirittura corruzione); 2) Tale libertà di pensiero e di ricerca non l'hanno quasi mai fatta vedere poi nel degrado politico e culturale della nazione cui sono succubi e subalterni: altro che intellettuali organici! 3) Quale ricerca e conquista scientifica, specie in alcuni ambiti, costoro hanno prodotto? 4) Ricerca e libertà non si identifica con intolleranza. Demagogia e falsità del mondo politico, sia di destra che di sinistra. Demagogia da parte della destra che strumentalizza la cosa e qualsiasi aspetto favorevole al suo modo d'intendere il mondofalsità e ipocrisia della sinistra, specie di quelli che si dicono cattolici (ah, Rosy Bindi!) che su aspetti fondamentali ammettono molto furbescamente la duplice verità (una politica e una di coscenza), anzi addirittura, criticano il papa che parla forte e chiaro. E' un degrado profondo della società: questo Papa dice le stesse cose (e non può essere diversamente) che avrebbe detto il precedente, di cui per altro era la mente ispiratrice per aspetti dottrinari. Ora, si può accettare un principio solo perchè uno ha minor o maggior carisma, se viene visto o no come sconquasso politico di ideologia (del comunismo ecc )? Si giudica l'effetto, l'immagine, non certo si tiene conto della sostanza. E come al solito, finirà, nel bizantinismo della società italiana, in distinguo, postille, dibattiti consumati nell'arco di una settimana e tutto ritornerà come prima o peggio: I gattopardi ormai non stanno solo a montecitorio ma in ogni angolo della nazione e forse in ogni piega di noi italiani”. Gianni Mazzei
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Castrovillari. Docenti e Dirigente scolastico del Liceo Scientifico "E. Mattei" sottoscrivono un documento di solidarietà a Benedetto XVI
Un gruppo nutrito di docenti del Liceo Scientifico "E. Mattei" di Castrovillari (CS), insieme con il loro dirigente scolastico, professore Angelo Rennis, ha sottoscritto un documento di solidarietà a Benedetto XVI per i fatti accaduti in questi giorni che hanno visto mortificate la libertà di espressione e la capacità argomentativa e critica, cose care al nostro sistema culturale occidentale.
Il documento, titolato “DOV’E’ FINITA LA SAPIENZA?” recita: “ A riguardo degli ultimi avvenimenti relativi alla mancata visita di Benedetto XVI all’Università de La Sapienza di Roma, riteniamo dover esprimere solidarietà al Santo Padre per l’estremo rispetto che portiamo alla Sua persona oltre che al suo indiscusso e profondo spessore culturale umiliato e ridotto da un numero risicato di docenti la cui lettura ideologica e parziale non è degna della significativa, ampia e realmente laica, perciò democratica, tradizione culturale dell’Ateneo in questione”. “Di un vero e proprio attacco alla democrazia si tratta, lo si afferma in un ampio e articolato fondo di prima pagina del Corriere, a firma Ernesto Galli della Loggia, il quale afferma tra l’altro: “C’è l’idea che in una democrazia che vuole essere tale la religione debba essere esclusa da qualsiasi spazio pubblico… Idea inquietante che mette inevitabilmente capo a una sorta di obbligatorio laicismo di Stato, di pubblica preferenza sociale accordata all’irreligiosità: tutta roba in cui l’autentica tradizione liberale si è sempre ben guardata dal riconoscersi, ravvisandovi giustamente una più che probabile anticamera del dispotismo”. (“Laicismo obbligatorio”, in “Corriere della Sera”, 15 gennaio2008)”. ”Quanto sono lontani questi epigoni del laicismo dall’apertura del laico e illuminista Voltaire, al quale si attribuisce - è scritto ancora nel documento- questa frase: “Non condivido ciò che dici, ma sarei disposto a dare la vita affinché tu possa dirlo”! Riteniamo che la tradizione del nostro liceo riconosca e abbracci- concludono i docenti del “Mattei”- il criterio della libera discussione, del confronto aperto e scevro da pregiudizi, della crescita degli alunni attraverso il paragone dialettico con le diverse esperienze culturali presenti e per tale convinzione ci dissociamo totalmente da quanti possano pensare di fare della Scuola e delle Università palestra delle proprie ideologie e delle proprie opinioni piuttosto che avventura libera del pensiero e delle idee tradotti in contenuti rigorosamente meditati, appresi e confrontati”. Liceo Scientifico "E. Mattei" - Castrovillari
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Una dichiarazione dalla Compagnia delle Opere della Calabria
Quello che impressiona nella vicenda del Papa è riscontrare come i corifei della difesa della diversità non riescano proprio ad accettare che qualcuno sia diverso da loro, probabilmente perché ¨ l'ideologia “è semplicemente un discorso sulle idee, non una vita, una esperienza e quindi, chi la pratica, non può essere leale. E hanno preso lo schiaffone, perchè la realtà è testarda e non si lascia facilmente sottomettere. Come bambini presi alla sprovvista ritrattano, ridimensionano "Ma noi non volevamo questo, volevamo solo dissentire civilmente..." . Certo, con le sceneggiate dei loro guitti, con gli insulti, con un folklore del tutto inadeguato ad accogliere colui che in mezzo a noi accompagna il Dio fatto Uomo. Nessuno ha parlato del danno che queste elucubrazioni mentali portano al cuore e alla mente di quei ragazzi che in buona fede finiscono col credere di difendere un ideale scimmiottando modi e slogans superati, atteggiamenti provocatori che la vita, quella di tutti i giorni, farà loro pagare, nessuno ha parlato del turbamento di chi deve assolutamente gridare l'insulto per sentirsi vivo, apprezzato, perchè gli hanno detto che se non grida non è "impegnato", se non è arrabbiato è "borghese", se non sperimenta la morte, non è vivo. Slogans soltanto slogans. Pubblicità . Il Papa sa, il Papa si è preoccupato della fragilità di questi ragazzi, della possibilità che potessero trascendere, farsi del male. Il Papa si è dimostrato ancora una volta padre di tutte le genti, non patrigno. E non è andato, si è fatto da parte. Cari corifei lugubri e stonati, imparate. Invece di pontificare, imparate. Guardate e cercate di vedere che in quell'uomo, mite e profondamente saggio, c'è tutto il segreto del mondo, di quel mondo che, con tutta la vostra scienza, non potrà mai appartenervi. Se non per Grazia. Più che di indignazione scientifica, si trattasse di insana invidia ? Carla Bonifati - Presidente della Compagnia delle Opere della Calabria

domenica 13 gennaio 2008

Trebisacce. Avviato il processo di verifica alla Cmaj.

Avviato il processo di verifica alla Cmaj con presidente Giuseppe Ranù. Lo scorso 10 gennaio alle ore 17,00 presso la sede di palazzo Gatto, i consiglieri del Partito Democratico, e precisamente il gruppo Ds, Margherita e PDM, hanno promosso l’incontro, con iniziativa presa dai consiglieri Bonifacio Mazzei e Alfredino Acciardi, avente lo scopo di avviare il processo di verifica alla Comunità Montana Alto Jonio. Il PD insieme con tutti i consiglieri hanno espresso piena fiducia alla giunta e al presidente Ranù e hanno costituito una delegazione con membri: Alfredino Acciardi, Risoli e Bonifacio Mazzei per riunire il tavolo della coalizione e per procedere alla sostituzione degli assessori in regime di ‘prorogatio’ e più precisamente bisognerà sostituire Nino Chinnici in quota SDI e Angelo Laurenzano in quota Verdi. Ovviamente la discussione servirà anche a promuovere una proposta concreta per ridefinire il ruolo e il futuro delle comunità montane. Ciò è necessario nella considerazione che la Regione Calabria entro giugno dovrà decidere sul futuro delle Cmaj e ridefinire i confini. Se la Regione entro tale termine non riuscirà nell’intento, sulla base dei principi contenuti in un ‘canovaccio’ di priorità e di esigenze, si applicheranno le norme previste dalla Finanziaria.
Franco Lofrano

sabato 12 gennaio 2008

Trebisacce. Al via la raccolta delle firme per la sicurezza stradale

"Ferma la strage - firma per la sicurezza stradale.” E’ questo il titolo dell’opuscolo informativo che distribuisce da ieri Luca Napoli (nella foto), contitolare di una scuola guida, e quindi, operatore nel settore della sicurezza stradale. Al via, quindi, anche la raccolta delle firme nella cittadina per istituire l’Agenzia nazionale per la sicurezza stradale e per l’assistenza alle vittime della strada. Giuseppe Guccione, Presidente FLG e Fisico, muove l’invito ai cittadini all’esercizio di un diritto costituzionale previsto nella Carta all’articolo 71. "Perché la situazione è veramente grave ed è sottovalutata un po’ da tutti", si legge nell’opuscolo. La Fondazione Luigi Guccione è un’organizzazione non lucrativa di utilità sociale. E’ stata costituita il 3 giugno 1998 in memoria di Luigi Guccione, imprenditore sociale calabrese, deceduto in un incidente stradale il 17 dicembre 1997 a Cosenza. Su iniziativa del fratello di Luigi, Giuseppe, e della sua famiglia, si è dato vita ad un’organizzazione dell’economia civile che ha coinvolto le Istituzioni locali, il mondo delle professioni, dell’impresa e del lavoro, della cultura (scuola ed università), giovani e donne. "L’azione del Governo nazionale si è rivelata insufficiente e incapace ad affrontare il grave fenomeno dell’incidentalità stradale - si legge ancora sull’opuscolo - e anche Comuni e Province non sono da meno: i proventi contravvenzionali vengono 'distratti' da una effettiva utilizzazione ai fini della sicurezza stradale. La morte per incidente stradale -sostiene l’OMS - se non opportunamente contrastata, in una scala di mortalità da 1 a 10, passerà entro il 2020 dall’attuale 9° posto al 3° come causa di morte, solo dopo tumori e cardiopatie". Tra le iniziative più importanti da realizzare nell’immediato, la necessità di costituire un struttura tecnica interamente dedicata alla sicurezza stradale. La proposta di legge delinea in caratteri fondamentali di una “Agenzia Nazionale per la Sicurezza Stradale” e tiene conto, sia delle esperienze che altri Paesi europei hanno sviluppato in questa materia, sia delle indicazioni del “Piano Nazionale della Sicurezza Stradale”.
Franco Lofrano

giovedì 10 gennaio 2008

Trebisacce: Riparata l'infiltrazione dell'acqua nella struttura l'Ipsia ha riaperto i battenti.

Riapre i battenti e riprende regolarmente l’attività didattica l’Istituto Professionale “Ezio Aletti”, con Dirigente Scolastico Vincenzo Petrelli. Infiltrazioni sostanziose di acqua a causa di perdite nella condotta idrica o termica avevano provocato prevedibili danni alle strutture dell’edificio, all’impianto elettrico e conseguentemente alle persone e tale problema di sicurezza e di agibilità hanno portato il Preside Petrelli, a titolo precauzionale, a disporre la sospensione delle lezioni fino a ripristino dell’agibilità della Scuola. Tale responsabile atto è conseguenza di numerose sollecitazioni telefoniche che non hanno sortito l’effetto di intervento e da qui la determinazione del Dirigente di risolvere il problema e di inviare la richiesta scritta, in data 8 gennaio, di intervento al Presidente della provincia Mario Oliverio, all’assessore alla Pubblica Istruzione, all’assessore edilizia scolastica, all’Ing. Molinari dell’amministrazione provinciale, al Sindaco di Trebisacce, Mariano Bianchi, e all’assessore alla P.I., al dirigente U.S.P. e al Direttore generale U.S.R. di Catanzaro. Giorno 9 gennaio, immediatamente, sono intervenuti i tecnici e i lavoratori della ditta responsabile della manutenzione della provincia che hanno individuato la causa e risolto il problema. Certo sulle pareti della scuola restano ancora ben visibili le larghe macchie di umidità che avrebbero potuto inficiare la stabilità della struttura in muratura con la presenza di “volte” che l’edificio di antica costruzione ha come caratteristica. Il 10 gennaio la scuola registra l’ordinaria gestione e garantisce l’istruzione agli studenti e questo grazie alla solerzia e intraprendenza del Dirigente Scolastico, ormai divenuta molto popolare.
Franco Lofrano

lunedì 7 gennaio 2008

Trebisacce: "Socrate e il tenente Colombo" il nuovo saggio di Gianni Mazzei

Fresco di stampa “Socrate e il tenente di Colombo” di Gianni Mazzei. E’ un saggio, dove l’idea geniale dell’autore di accostare il pensiero sull’indagine filosofica di Socrate e quella che conduce nei filmati il famoso tenente Colombo prende corpo, si materializza e segue un filo di ragionamento che ha una nobile sequenza logica. Gianni Mazzei, docente di Storia e Filosofia al liceo, ha un’aspirazione “strana” che è quella di diventare “un cattivo maestro” come Socrate. Intanto Socrate rappresenta sempre un pilastro in Filosofia e il suo pensiero ha formato e continua a guidare tanti giovani studenti. Allora vi riscontriamo un bel po’ di ironia bella, quella culturale, quella che spinge tutti noi a metterci in discussione nel quotidiano. Gianni allo stesso modo quando scrive, e scrive tanto, dà a noi la falsa idea che è l’ultimo saggio, l’ultimo romanzo a cui farà seguire un periodo di meritato riposo. Perchè scrivere è sì piacere, ma occorre sempre tanto lavoro e impegno, specialmente quando l’originalità delle opere è alla base di ogni prova. Gianni, tanto per stupirci, da vulcano d’idee qual è, ci propone a stretto giro ancora un volume che fa discutere, che fa parlare, che chiede un confronto. Ormai però per chi conosce Gianni e la sua penna, quantomeno pensa: "E’ uscito il suo penultimo!”, ma evita di dire l’ultimo, perché già sa che in cantiere c’è in preparazione il terz'ultimo. Uno studioso impegnato nel sociale; un critico d’arte sempre presente a testimoniare eventi e a esaltare talenti. Un’educatore che non lesina il suo contributo per valorizzare la nostra terra, l’Alto Jonio e le sue potenzialità, spesso dimenticata a vari livelli.
Franco Lofrano