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martedì 29 gennaio 2008

Aos Spezzano Albanese contro il termovalorizzatore

Spezzano Albanese - Le attenzioni attorno all'idea di impiantare un termovalorizzatore a San Lorenzo del Vallo, sono costantemente sollecitate da una divisione fra i cittadini del fronte del “sì” e quelli del fronte del “no”. Questa volta a prendere posizione è l'Associazione Olio Extravergine -Aps- di Spezzano Albanese che, in una nota, esprime il suo netto dissenso alla costruzione del termovalorizzatore nel territorio della Valle dell'Esaro. I motivi su cui l'Aps si basa sono raccolti nei “rischi alla salute e all'economia agricola della zona”. E' lo stesso Direttore Scientifico Aos, Vincenzo Curci, a precisare: «I termovalorizzatori non sono la soluzione perché non possono bruciare la frazione umida di rifiuti (pari al 40%) né l'inerte (sabbia, metalli, vetro, ecc. -che ammonta al 10-15%). Inoltre non è conveniente che brucino carta e plastica, il cui riciclaggio, infatti, è molto meno inquinante e più vantaggioso dal punto di vista del risparmio energetico (riciclare plastica fa risparmiare il doppio dell'energia rispetto al bruciarla) ed anche dal punto di vista economico». Secondo Curci i costi di produzione di energia elettrica sarebbero “maggiori” rispetto ad una produzione convenzionale (petrolio, metano, eolico, ecc). «Si deve ricordare -continua- che i termovalorizzatori producono cenere e fanghi (pari a quasi il 30% in peso dei rifiuti bruciati) da smaltire poi in discariche. E' evidente che questo non elimina il ricorso alle discariche». Quindi, per risolvere il problema spazzatura, Curci suggerisce di: «Ridurre la produzione di rifiuti con norme nazionali e regionali che penalizzino l'eccesso di imballaggi, i prodotti a perdere, i materiali difficilmente smaltibili; organizzare un efficace sistema di raccolta differenziata non solo di carta, plastica e vetro, ma, soprattutto, della frazione umida (cioè la parte putrescibile) e dei rifiuti tossici (vernici, solventi, ecc.). Infine bisognerebbe costruire un sufficiente numero di impianti di compostaggio dove trasformare la frazione umida in fertilizzante».

Emanuele Armentano

domenica 27 gennaio 2008

SALUTE A RISCHIO E DANNI ECONOMICI CON L’INCENERITORE

Castrovillari - Si ritorna a parlare di inceneritori nel Distretto Agro-alimentare di Qualità di Sibari. E, ancora una volta, per assai discutibile merito del Sindaco di S. Lorenzo del Vallo. L’incenerimento dei rifiuti è dannoso per la salute. Gli Ordini dei Medici di Francia, da noi quelli dell’Emilia Romagna, l’Associazione Medici per l’Ambiente - ISDE Italia ritengono fondati i lavori scientifici che mettono in guardia dai rischi per la salute di tali impianti, chiedendone la moratoria. Le opinioni contrarie di Veronesi suscitano molte perplessità, anche alla luce dell’evidente conflitto di interessi che riguarda la sua Fondazione, lautamente finanziata da chi ha concreti interessi nell’ “affaire” inceneritori. Le malattie collegate all’incenerimento dei rifiuti sono ben note e documentate (tumori solidi, leucemie, linfomi, broncopneumopatie, ecc.) generate non solo dai tossici sprigionati dal processo di incenerimento (presenti anche in quelli di ultima generazione !), ma anche dalle famigerate nanopolveri, che non possono essere abbattute o filtrate in alcun modo, proprio per la loro infinitesimale dimensione. Ai rischi per la salute, vanno aggiunte le ricadute economiche negative legate alla presenza di un inceneritore su un territorio, specie se a vocazione agricola: abbattimento del valore degli immobili, caduta del prezzo dei terreni agricoli, gravissime difficoltà nella commercializzazione dei prodotti della terra. Rischi e danni che interessano un’area assai ampia e non solo quella immediatamente vicina all’impianto. Un sindaco, per legge primo garante della salute pubblica, che proponga simili iniziative, malgrado i sistemi alternativi, assai più efficaci e sicuri per smaltire i rifiuti, si assume dunque una responsabilità gravissima. O dalla parte dei cittadini o da quella di interessi politico-affaristici.
Dott. Ferdinando Laghi
Referente Provinciale Ass. Medici per l’Ambiente – ISDE Italia

giovedì 17 gennaio 2008

Le reazioni alla richiesta di un Termovalorizzatore a San Lorenzo del Vallo

Termovalorizzatore di Gioia TauroSan Lorenzo del Vallo - Le prime reazioni alla proposta del sindaco di San Lorenzo del Vallo, Luciano Marranghello, di voler ospitare nel suo comune un termovalorizzatore, non tardano ad arrivare. Tutto proprio quando a Terni viene posto sotto sequestro l'inceneritore “che ha avvelenato la gente”. C'è da sottolineare che l'impianto ternano è vecchio di trentadue anni, mentre nei progetti del sindaco cosentino la struttura sarebbe di ultima generazione, come quella di Mestre o di Brescia, quest'ultimo proclamato nell'ottobre 2006 «migliore impianto del mondo» dal “Waste to Energy Research and Technology Council”, un organismo indipendente formato da esperti di tutto il mondo. Sta di fatto però che tutto ciò non è risultato sufficiente per rassicurare la gente. E mentre si preparano proteste da parte di movimenti ambientalisti e gruppi politici locali, a dire la propria opinione è l'ex referente locale della Margherita, Vincenzo Montone che, dopo un lungo silenzio politico, si schiera nettamente contro Marranghello. «Questa idea -esordisce Montone- ha tutta l'aria dello sciacallaggio ed è stata proposta con estrema leggerezza. Devo pensare che tutto ciò sia, probabilmente, il frutto di interessi che vengono da fuori, perché mentre il sindaco si professa “persona competente”, solo per essere stato al Ministero Attività Produttive, in realtà ha solo imparato l'arte dell'arrangiarsi, senza sapere bene quello che fa». «Come il sindaco stesso ha dichiarato alla stampa, quando era al Ministero probabilmente ha conosciuto industriali che gli hanno offerto la possibilità di costruire questo inceneritore. Probabilmente -sottolinea Montone- al pro di interessi “non confessabili”. Si sa che dietro ai rifiuti a volte qualcosa non quadra». Ma l'accusa più forte dell'ex referente Dl è: «Il sindaco sfrutta l'occasione dei rifiuti campani per fare il demagogo, non per suggerire soluzioni, ma per offrire un sito per la costruzione di un inceneritore. Sono sicuro però che nel momento in cui si dovesse trovare il luogo, il primo ad essere scalzato sarebbe lui, poiché non in grado di gestire la cosa». Poi Montone si fa forte di questa considerazione: «Nella nostra zona ci sono delle restrizioni fisiche che non permettono l'installazione di tale impianto. Infatti, se da un lato le aree sono troppo piccole per ospitarla, considerati anche gli insediamenti umani, dall'altro sono presenti agrumeti e tutti i prodotti nel raggio di 15km, così come una normativa Cee spiega, non potrebbero più avere né il marchio Dop né quello Doc, con conseguente esclusione dal mercato. L'unica zona plausibile, semmai, potrebbe essere la “Petrosa” di Castrovillari; solo come ultima spiaggia, s'intende». E se la tesi “dell'aumento dei casi di cancro” per le persone residenti nei pressi di un inceneritore non dovesse bastare, Montone incalza: «Quando altri si sono proposti di risolvere il problema della spazzatura locale, senza danni alle persone e all’economia del paese, lui si è opposto. Oggi si dichiara favorevole con l'inceneritore, ma dovrebbe chiedere prima l'opinione ai cittadini».
Em.Arm.

venerdì 11 gennaio 2008

Emergenza rifiuti: Marranghello chiede a Prodi l'installazione di un Termovalorizzatore

Il problema rifiuti continua a sollevare polveroni attorno a sé. La tensione che in questi ultimi giorni si sta registrando su più fronti, sempre più si fa vicina alla nostra realtà. E se è vero che da un lato la situazione è diventata “una tragedia”, dall'altra arrivano proposte “costruttive” al fine di cercare rimedi a quella che, molto probabilmente, potrebbe diventare presto un seria difficoltà per la Calabria. E' il caso di San Lorenzo del Vallo, un piccolo comune del cosentino, che in queste ore ha fatto accendere i riflettori su di sé. E' di ieri mattina, infatti, la lettera inviata dal primo cittadino, Luciano Marranghello, direttamente al Presidente del Consiglio dei Ministri, Romano Prodi, per esternare la propria disponibilità a costruire, nel suo comune, un termovalorizzatore. La cosa suscita un certo scalpore, soprattutto a fronte delle varie battaglie che si stanno intraprendendo in questi giorni. Ma Marranghello non è certo nuovo a questo tipo di idee. Come lui stesso ha precisato, sono oltre due anni che il progetto è portato avanti negli ambienti regionali e provinciali senza nessun ascolto. «Purtroppo -si legge nella missiva del sindaco a Prodi- tale disponibilità manifestata al Commissario per i rifiuti, alla Regione Calabria e alla Provincia di Cosenza non ha avuto ancora, inspiegabilmente, alcun riscontro». E mentre il comune ha già individuato l'area che potrebbe ospitare idoneamente un impianto di medie dimensioni, sulla base di una serie di studi fatti con una società del settore, non sono mancate le polemiche e le proteste, nei mesi scorsi, da parte degli ambientalisti, delle forze politiche e dei cittadini. Lo stesso Marranghello nella lettera inviata a Prodi, evidenzia anche che «in Calabria per i rifiuti siamo all'anno zero e le preoccupazioni di una nuova grave e pericolosa emergenza è molto fondata». «Del resto -prosegue- il piano regionale predisposto dal Prefetto Montanaro evidenzia, in modo inequivocabile, le carenze e le insufficienze strutturali e funzionali della gestione dei rifiuti avvenuta negli ultimi dieci anni. Il nuovo piano intende voltare pagina: la creazione del “sistema integrato di smaltimento dei rifiuti”, secondo criteri di efficienza ed economicità, è l'obiettivo fondamentale. In tale quadro -sottolinea il sindaco- il recupero dei ritardi nella realizzazione degli impianti, di cui la Calabria è carente, è essenziale se si vuole evitare che da qui a qualche anno anche i comuni calabresi si ritrovino sommersi dai rifiuti». L'intera querelle non a caso è venuta fuori in questo stato di emergenza, con il sindaco di San Lorenzo del Vallo ancora disposto, dopo due anni, ad ospitare l'impianto. «Il 19 dicembre -racconta Marranghello- ho incontrato Loiero al quale ho presentato il mio progetto, trovando da parte sua una piena condivisione. Da allora, però, nessun segnale. Ecco perché ho pensato di scrivere a Prodi». Alla domanda di una eventuale discarica costruita nei pressi dell'apparato ha spiegato: «Non necessariamente deve esserci una discarica annessa. Importante è che si trovi collocato in una posizione in cui ci sia facile accesso, fuori dal centro urbano, e servito da strade. Potrebbe funzionare con il trasporto dei rifiuti provenienti da altre discariche, così come a Brescia o a Mestre. La cosa importante è che ci sia la viabilità che renda possibile l'accesso al termovalorizzatore». Sull'impatto ambientale Marranghello non ha dubbi: «Un impianto di ultima generazione, tipo quello di Mestre, inquina, in 540 giorni di attività, come 60 cassonetti della spazzatura che vengono bruciati in una sola notte, dati del CNR. Questo fa capire che l'impatto è praticamente vicino allo zero». Per chiudere Marranghello fa luce anche sui benefici: «Si porterebbe ricchezza al territorio, visto che produce energia elettrica che potrebbe essere utilizzata per gli edifici e l'illuminazione pubblica. Ci sarebbe un abbattimento sulle tasse della spazzatura ed i comuni limitrofi, conferendo i propri rifiuti nel termovalorizzatore, vedrebbero un guadagno anziché una spesa, visto che la società che gestirebbe la struttura li acquisterebbe». Un progetto tutto positivo per Marranghello, che non mancherà certo di creare delle spaccature d'opinone.

Emanuele Armentano