Per l'occasione viene ufficializzato il passaggio di Magliarello al Pd
Martedì sera Spezzano Albanese è stato teatro di un dibattito politico interessante e ricco di spunti, soprattutto sotto il profilo delle novità degli schieramenti, che il centro arbëresh ha messo in atto negli ultimi giorni. L'incontro, che ha visto la partecipazione di un consistente uditorio, si è svolto alla presenza degli esponenti locali, vicini al Partito Democratico, Marcello Corsino, Raffaele Bartolomeo, Alfonso Guido ed il primo cittadino Ferdinando Nociti. A questi si sono aggiunti nel corso della serata il Senatore Franco Bruno, da sempre molto vicino alla realtà spezzanese, ed il vice Ministro della Repubblica Marco Minniti.
Magliarello passa al Pd In questa occasione, con un filo di ironia, il primo cittadino ha pubblicamente annunciato il passaggio dell'undicesimo consigliere al Partito Democratico, Domenico Magliarello, che lascia il PdCI per approdare alla corte del partito di Veltroni. «Un segnale forte -ha detto Nociti- che Spezzano vuole dare per contribuire alla vittoria del Pd. Qui si è deciso di superare lacerazioni partitiche e di metterci insieme, pur provenendo da tre liste diverse». E dopo aver affermato di voler trasferire alle prossime elezioni il successo ottenuto alle primarie, Nociti ha sottolineato: «Non siamo in mano alla delinquenza come qualcuno sostiene, né gli amministratori locali hanno connivenze di alcun tipo. Semmai chiedo che il Pd punti maggiormente sulle minoranze etniche come la nostra, sperando che ci sia una quota riservata come per le donne».
Minniti contro il “nordismo” Chiaro e puntuale il pensiero di Marco Minniti che a Spezzano Albanesa ha parlato di “straordinaria novità” per quanto riguarda il Pd. «Abbiamo lavorato per costruire un partito degno di questo nome -ha detto-, puntando ad apportare un serio cambiamento del panorama politico italiano. Si deve trasmettere un messaggio ai calabresi: se vince il Pdl ci sarà maggioranza di governo strutturalmente lontana e contraria agli interessi della Calabria e del Mezzogiorno. Non sta né in cielo né in terra che una maggioranza con la Lega voti una legge in favore dei precari calabresi. Si preannuncia con vocazione fortemente nordista e contro il sud d’Italia, contro Calabria. E se la Calabria vota per il Pdl vota contro i propri interessi. C’è bisogno di un governo che guardi al sud come risorsa e non come problema». E dopo aver ribadito di “non volere i voti della 'ndrangheta, ha risposto a Nociti: «Le minoranze costituiscono una risorsa per la nostra terra, con la specificità della loro cultura che da punto di tutela devono diventare punto di forza».
Emanuele Armentano
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