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lunedì 28 gennaio 2008

Ferramonti di Tarsia: il ricordo della tragedia

Ferramonti di Tarsia - Il ricordo della Shoa ancora una volta è stato celebrato. In silenzio e con il massimo raccoglimento. La tradizionale Giornata della Memoria, quella per non dimenticare l'olocausto, la grande tragedia che la storia dell'uomo oggi deve ricordare per non commettere gli scempi del passato, si è compiuta. Il “luogo” sicuramente più rappresentativo per questa ricorrenza è l'ex Campo di Concentramento di Ferramonti di Tarsia, il più grande campo di internamento fascista in Italia, che negli anni che vanno dal 1940 al 1943 ha “ospitato” circa tremila ebrei. Proprio qui, ieri mattina, la mente ha lasciato spazio alla meditazione e ed al ricordo, grazie al grosso lavoro organizzativo messo in atto dalla Fondazione Museo Internazionale della Memoria Ferramonti di Tarsia, presieduta da Francesco Panebianco, ed alla collaborazione dell'amministrazione comunale e provinciale oltre che della Pro Loco. La giornata si è aperta con la proiezione di un filmato su Ferramonti, in cui oltre a varie foto storiche si è potuto vedere un video registrato dai soldati inglesi all’indomani della liberazione del campo. Come di consueto, un ospite d'onore ha reso aulico il momento. Quest'anno a “far ritorno” nel campo, infatti, è stata giornalista ottantacinquenne ebrea Edith Fischhof Gilboa, figlia di ex internati, che trascorse sei mesi a Ferramonti nel 1941. L'ex prigioniera, che attualmente vive in un paesino vicino Tel Aviv, ha raccontato la propria esperienza calabrese, bene impressa nei ricordi, con lucidità e chiarezza. Un ritorno al passato pieno di sofferenza, per lei ed i suoi familiari, che ha segnato profondamente la sua vita. Infatti, ha raccontato, “seppur Ferramonti non era Auschwitz, si viveva nello strazio fra le malattie e la fame”. Evidentemente commossa, Edith Fischhof Gilboa ha raccontato degli aiuti e del sostegno ricevuti dagli italiani, ma soprattutto della coscienza “di essere vittime di qualcosa che non era giusto”. «Eravamo considerati inferiori e diversi, venivamo privati di ogni cosa. Ci veniva tolta la libertà e venivamo spediti nei campi di concentramento». La donna ha poi raccontato di essere venuta a conoscenza dei campi di sterminio solo diverso tempo dopo (la nonna venne cremata ad Auschwitz), mentre la sua esperienza italiana (allora era appena quindicenne) si è consumata in maniera decisamente più leggera. Ha infine ricordato la generosità del direttore del campo, sottolineando che le nuove generazioni devono sempre portare alto il messaggio di solidarietà e di pace. «Solo attraverso il ricordo -ha concluso- riusciremo ad evitare le tragedie della seconda guerra mondiale». Dal canto suo Panebianco ha ribadito il messaggio del “non dimenticare le assurde indecenze commesse in nome dell'antisemitismo”. Il primo cittadino Antonio Scaglione sottolineato il proprio impegno nella direzione del recupero e del miglioramento dell'area. Infatti sono in corso i lavori di ristrutturazione che dovrebbero terminare per il prossimo 25 aprile. A fine giornata, alla presenza dei sindaci del comprensorio e varie autorità, è stata deposta una corona di allori al monumento dedicato ai deportati.
Emanuele Armentano

sabato 26 gennaio 2008

Ferramonti di Tarsia. Il giorno della memoria

Ferramonti di Tarsia, Campo di Concentramento, di per sé è un luogo della memoria. Quella che ha visto scrivere una pagina tristemente nota della storia dell'umanità, il ricordo che non si deve cancellare per non commettere gli errori del passato. In tal senso, anche quest'anno, “il luogo” si appresta ad ospitare le celebrazioni della Giornata della Memoria che, in occasione del 27 gennaio, saranno manifestate in tutta Italia. Il programma di quest'anno si presenta meno nutrito rispetto a quello degli anni precedenti, visti i lavori di ristrutturazione che sono ancora in corso d'opera all'interno dell'area, ma non per questo meno importanti. Infatti, è stata la stessa Fondazione Museo Internazionale della Memoria Ferramonti di Tarsia a proporsi per iniziative nelle scuole dei paesi del comprensorio. A completare la grande opera di sensibilizzazione che lo stesso presidente della Fondazione, Francesco Panebianco, assieme all'amministrazione comunale sta portando avanti, ci sarà il programma previsto per domenica 27. Ad aprire la giornata, dalle ore 10.00, sarà la proiezione di un filmato storico sul campo di Ferramonti, che si terrà presso il Salone Conferenze. A seguire ci saranno i saluti del sindaco Antonio Scaglione che introdurrà il convegno-dibattito dal tema “Riflessioni sulla giornata della Memoria”, con l’intervento dello stesso presidente Panebianco e con la testimonianza di Edith Fischhof Gilboa (ex internata di Ferramonti). Alle ore 12.30, come di consueto, verrà depositata la Corona al monumento dedicato agli ex internati. Sulla particolare solennità legata all'evento, il primo cittadino di Tarsia, Antonio Scaglione, ha voluto sottolineare ancora una volta l'importanza del “non dimenticare” i tristi fatti del passato. «Quest'anno -ha detto- i lavori di rifacimento ci hanno un po' penalizzato con le manifestazioni, sono infatti in via di completamento le ristrutturazioni delle vecchie baracche e la costruzione di nuovi padiglioni. Non per questo però abbiamo voluto fermarci, anzi l'attenzione per noi rimane alta perché il momento è importante ed il valore umano deve essere sempre il primo elemento da considerare». Nella giornata, infatti, saranno presenti scuole ed associazioni provenienti da più parti della provincia. «Speriamo di concludere i lavori -continua- entro il prossimo 25 aprile, in modo da organizzare oltre alla solita manifestazione anche l'inaugurazione delle nuove opere. Come si evince da esse, l'amministrazione è sempre attenta verso Ferramonti, lo dimostra l'investimento di 600mila euro in questa direzione. Sarebbe il caso che anche gli entri regionali e nazionali facessero più attenzione verso un patrimonio che appartiene all'umanità intera».
Emanuele Armentano