E’ possibile che ancora una volta, i municipalismi, le prime geniture, i pennacchietti, le cecità penalizzino i territori e le popolazioni del Pollino e della Sibaritide?
E’ possibile che non si comprenda che in un mondo globalizzato, con una società che avanza in maniera vertiginosa, con un federalismo ormai alle porte, l’unica risposta è quella di unirsi?
Solo sentendosi parte integrante di un macro territorio, solo unendo le energie e le grandi potenzialità naturalistiche, ambientali, storiche, culturali della Calabria citeriore si possono trovare stimoli, volontà, inventiva che annullino ritardi atavici, apatie, rassegnazioni e proiettino questo territorio in maniera solidale verso il futuro.
Basta con manovre interessate, e indicazioni che vengono dal di fuori del nostro territorio, basta con il prestare le orecchie o l’ingegno a chi da decenni ha sempre ostacolato ogni iniziativa, alimentando divisioni, utilizzando con una abilità più unica che rara, a seconda dei momenti, persone e circostanze.
Purtroppo, da quelle che sono state le prime avvisaglie pubblicate anche sui quotidiani locali, ci sembra di assistere ad “un già visto”, e ad “un già ascoltato”.
Ancora una volta si perpetua l’episodio dei capponi di Renzo, di manzoniana memoria, ci si becca senza costrutto raccattando briciole, mentre il burattinaio continua a mantenerci fuori dalle grandi scelte.
E’ ora che questo territorio si riprenda la sua autonomia e con grande dignità diventi protagonista del suo sviluppo con scelte meditate, oculate e condivise dalle popolazioni interessate.
E’ giunto il tempo di indicare, di comune accordo, due o tre punti di forza dove convogliare tutte le risorse per tentare di dare un modello di sviluppo, solido e valido nel tempo, che sia in grado di dare risposte ai tanti giovani che continuamente abbandonano la nostra regione.
Oggi potremmo avere gli strumenti per arginare una emorragia continua che altrimenti porterebbe la nostra società inesorabilmente verso il baratro.
Occorre bandire al più presto le diatribe, i municipalismi, le meschinerie, e studiare un nuovo approccio alla programmazione integrata attivando tutte le forme di partecipazione associata per poter utilizzare tutte le risorse disponibili dei fondi strutturali 2007 – 2013.
Serve a poco disquisire se la cabina di regia deve essere appannaggio di Laino Borgo o di Mandatoriccio o se l’ufficio del Piano deve essere dislocato a Mirto o a San Basile.
Serve a poco, oggi, individuare responsabilità o ritardi nelle varie amministrazioni locali, serve a poco autocelebrarsi o assegnare medagliette a destra o a sinistra, occorre rompere gli indugi, si trovi un punto baricentrico e si vada avanti con tutte le energie e le intelligenze disponibili.
Non ripercorriamo la solita solfa che a Roma si continua a discutere mentre Sagunto viene espugnata.
Nunzio Masotina
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