La prima volta del mons. Bertolone e delle unità a cavallo del CFS
Quasi 20mila sono stati gli ospiti giunti dalle diverse località calabresi e lucane per onorare i festeggiamenti della Beata Maria presso il Santuario delle Madonna delle Armi di Cerchiara di Calabria.
La mattinata sul monte Sellaro, fresca perché soffiata da un vento gelido proveniente dai monti ancora innevati del Pollino, si animava già dalle prime luci dell’alba con il risveglio dei tanti giovani rimasti a bivaccare dalla sera precedente.
Di li a poco, si andavano a posizionare le unità dei Rangers, gruppo volontario del luogo, che in ausilio alla Polizia municipale, al Copro Forestale e ai Carabinieri di
Cerchiara, hanno garantito l’impeccabile sistema di ordine pubblico messo in atto dal comandante della locale stazione dell’Arma, il maresciallo Giovanni Grimaldi.
Scorrono i minuti e alla spicciolata arrivano i primi credenti cominciando ad affollare il piazzale antistante il santuario, luogo in cui possono salutare l’effige della Madonna, posta già all’esterno della cappella.
Ora il serpentone delle auto si fa più consistente, e la folla comincia a calcare lungo il percorso di avvicinamento, districandosi tra le decine di bancarelle, fin sotto l’altare che intanto si predispone per l’inizio della S. Messa.
Don Anatolia, rettore del santuario, prepara i credenti ad accogliere l’arrivo del Vescovo di
Cassano, il mons. Bertolone; dal suo incarico è la prima volta che il capo spirituale viene quì ad officiare in onore della Madonna. Ad affiancarlo ci saranno don Peppino Ramando, parroco di Cerchiara e don Pedros dell’Armi, curato proveniente dall’Argentina. Sotto l’altare il picchetto d’armi formato da un volontario, un Carabiniere ed una giovane Agente del Corpo Forestale di Cerchiara.
Terminata la funzione la folla si dispone per dare il via alla processione che accompagnerà la Madonna fino allo sbalzo roccioso che dà sull’abitato di Cerchiara; un balcone naturale che si affaccia vertiginoso sull’alta Piana di Sibari ed i monti orientali del Pollino.
L’onore di scortare la cerimonia quest’anno è stato affidato al Reparto a cavallo del CFS di stanza a Campotenese; è la prima volta anche per loro qui al santuario. I due splendidi purosangue anticipano la banda musicale di Francavilla, quindi l’effigie della Madonna protetta ancora dalle unità della Forestale e degli uomini dell’Arma; dietro un lungo serpentone di fedeli risale il costone roccioso.
“Sono il fiore all’occhiello del nostro Corpo nell’intera area del Pollino – ci dice Cosimo Cervellera, Comandante della stazione CFS di Cerchiara, a proposito delle unità a Cavallo predisposte dal Vice Questore dott. Giuseppe Melfi, Comandante Territoriale -. L’altro ieri erano nei festeggiamenti di Oriolo, oggi sono qui e dopodomani (27 aprile, nda) saranno ad Alessandria del Carretto: davvero un Reparto infaticabile”.
Rientrata la processione, la folla si è frazionata in una miriade di gruppi che, tirate fuori le vettovaglie, si accomodavano per in consueto pic-nic montano.
Per la cronaca, durante la giornata si sono registrati solo 3 incidenti gestiti egregiamente dal personale del 118, Croce Rossa e Misericordie: tra questi, il capitombolo successo ad un bimbo di Sibari, dove il dott. Bonanno è intervenuto con due punti di sutura.
Paride De Paola
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