
Continua imperterrito il contrasto fra i sindaci di San Lorenzo del Vallo e di Tarsia che, rispettivamente, continuano a scambiarsi accuse e provocazioni sulla stampa. E se il sanlorenzano Luciano Marranghello ieri aveva aperto una querelle per difendere il suo progetto sul termovalorizzatore, accusando associazioni e politici in varie direzioni, oggi il primo cittadino di Tarsia, Antonio Scaglione (nella foto), intende chiudere definitivamente il batti e ribatti che è venuto fuori su questo argomento.
Alle accuse ricevute circa la proposta di un impianto di biostabilizzazione, Scaglione precisa: «Il sindaco e l’amministrazione comunale locale, a differenza del comportamento di Marranghello, assumeranno tale decisione, come già detto più volte, solo se ci sarà il pieno accordo del consiglio, della commissione ambientale costituita ad hoc e dei cittadini. Non fa parte né della mia cultura né di quella dei miei collaboratori l’imporre determinate scelte. E questo contrariamente a quanto ha fatto Marranghello, che non si è ancora permesso di incontrare e discutere del termovalorizzatore con i sindaci del territorio, con le associazioni di categoria né con i suoi cittadini». Con queste parole chiare e decise Scaglione spegne ogni diatriba e rettifica sulle insinuazioni venute dalla difesa del consigliere di opposizione Vittoria Bianchi. «Fra di noi non c'è nessun inciucio né alcun tipo di connessione o fatto politico. La difesa di Bianchi, che già diverso tempo fa aveva espresso parere sfavorevole nei confronti del termovalorizzatore, è solo una responsabile presa di posizione nei confronti non tanto del sindaco in sé, quanto piuttosto verso l’istituzione che rappresento». Sugli impianti in questione aggiunge: «Recentemente l’Ue ha sanzionato l’Italia per non stare ancora incentivando gli impianti biodegradabili. Bastava leggere i giornali per saperlo. Questo, comunque, dimostra che la nostra semplice presa d’atto, non era affatto campata in aria. Inoltre ricordo a Marranghello che il risultato di questi impianti non necessariamente finiscono in un inceneritore, ma spesso vanno ad alimentare i cementifici. Sottolineo che i termovalorizzatori sono impianti invasivi, spesso messi sotto sequestro perché pericolosi sia per l'ambiente che per la salute delle persone. Ci dica se vuole realizzare l’impianto con fondi pubblici o privati. In quest’ultimo caso abbia il coraggio anche di dire chi sono questi investitori che spenderanno i soldi in questa direzione. In ogni caso invito tutti, politici e cittadini, a prendere una posizione chiara nei confronti del problema».
Emanuele Armentano
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