L'allarme lanciato dai risultati di “Ecosistema rischio 2007” (con il quale è stata avviata un’attività di monitoraggio su 409 comuni calabresi classificati “a rischio”), presentati a Reggio Calabria da Legambiente e dal dipartimento della Protezione civile, sembra non essere poi così grave. Le verifiche condotte avevano fatto emergere che «tra i comuni della Calabria, tutti classificati ad alto pericolo di alluvioni e frane, il 94% ha abitazioni in aree a rischio idrogeologico ed il 45% presenta in tali aree addirittura interi quartieri». Fra questi risultava appunto Spezzano Albanese. A calmare le acque, però, ci ha pensato il vicesindaco Ferdinando Iannuzzi che ha così commentato le verifiche: «Credo che non ci sia nulla di vero. Probabilmente qualcuno si ricorda la famosa alluvione del 1954, quando addirittura fu necessario l'intervento degli elicotteri per mettere in salvo le famiglie colpite. Ma oggi quella tragedia non può ripetersi per due motivi: intanto il letto del fiume si è abbassato notevolmente, inoltre è importante considerare la nascita della diga dell'Esaro, che tiene sotto controllo le alluvioni, registrando il flusso di mandata delle acque dei fiumi». Iannuzzi però non si spiega da dove siano venute fuori queste preoccupazioni: «E' chiaro -ha sostenuto- che chi ha scritto queste cose si dovrà ricredere, perché Spezzano non corre nessun rischio da questo punto di vista. A suo tempo feci ironicamente una battuta dicendo che era ora che le istituzioni inviassero i finanziamenti per apportare i lavori». Poi è lui stesso a spiegare: «In realtà la Regione con il suo Genio Civile sta già operando per arginare il fiume. I lavori procedono dalla zona “Scalareto” fino a località “Bresciano”, dove stanno rialzando gli argini. L'unica cosa negativa è che la ditta che sta procedendo con la risistemazione ha tagliato degli alberi, e su questo farò approfondite indagini per capirne le ragioni, avviando comunque una polemica dura». Infine, soddisfatto per quanto finora realizzato, Iannuzzi denuncia: «Nel passato la mancanza di questi lavori ha creato seri danni. Devo però sottolineare che molti terreni demaniali sono stati disboscati ed occupati dai privati, che hanno portato gli agrumeti a ridosso del fiume. L'aver permesso questo scempio si ripercuote oggi su di noi».
Em.Arm.
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