«Insieme per dire no al Termovalorizzatore di San Lorenzo del Vallo»
L'azione dell'Osservatorio Politico Meridionale, presieduto dall'On. Natino Aloi, torna a farsi viva per portare avanti la sua battaglia contro “l'installazione di un termovalorizzatore” nell'Area dell'Esaro. A prendere in mano la penna è il vicepresidente Ernesto Franco De Simone che, in una missiva indirizzata a tutti i sindaci del territorio in questione, esprime la propria “preoccupazione ed inquietudine” nei confronti della proposta avanzata dal sindaco di San Lorenzo del Vallo, Luciano Marranghello, di voler ospitare nel suo comune un inceneritore. Quindi quale esponente dell'Opm scrive: «Avverto l’esigenza di rappresentare estrema preoccupazione ed inquietudine rispetto all’ennesimo tentativo di aggressione di questo territorio posto in essere, questa volta, da un Sindaco, quello del Comune di San Lorenzo del Vallo (tre volte più piccolo di Roggiano Gravina, San Marco Argentano e Spezzano Albanese), che del Termovalorizzatore sembra esserne un apologeta». Queste parole, dunque, fanno da prologo ad un discorso diretto al sostegno delle problematiche ambientali e del favorire un ampio ed articolato confronto fra tutte le componenti sociali. Ma l'Opm è deciso nell'esprime “netta contrarietà” rispetto all’ipotesi di allocazione dell’impianto ed, in un tempo, a “questo modus procedendi” che -scrivono- «rivela anzitutto una inammissibile scorrettezza nei confronti di tutti gli altri cittadini ed amministratori dei Comuni della Valle dell’Esaro». La riflessione quindi si concentra sulle “opportunità” di certe scelte che, secondo l'Osservatorio, «compromettono l’economia del posto, che è a forte vocazione agricola, e mettono a repentaglio la salute delle collettività non solo a causa dell’impianto in sé considerato, bensì in ragione della non irrilevante circostanza che in Calabria –lo ha anche affermato autorevolmente l’On. Angela Napoli, già Vice Presidente della Commissione Parlamentare Antimafia– dove ci sono questi impianti c’è la presenza della mafia». «In ogni caso -continua De Simone- nessun sindaco può arrogarsi il diritto di decidere sulla pelle degli altri, prescindendo dalle volontà delle popolazioni e dal necessario coinvolgimento delle istituzioni dei Comuni vicini». Quindi l'invito ai sindaci è chiaro: «Assumere posizione visibile rispetto a questa improvvida iniziativa, manifestando nelle dovute forme il giusto disappunto nei confronti di quanti (inclusi i candidati al Parlamento italiano) ritengono di potere impunemente violentare questo nostro splendido territorio».
Emanuele Armentano
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