«Bisogna ubicarlo in un grosso centro urbano»
In occasione della visita del vice ministro Marco Minniti a Spezzano Albanese, il Senatore Franco Bruno ha rilasciato delle dichiarazioni circa la questione “inceneritore a San Lorenzo del Vallo”, e pur affermando di non “conoscerne i dettagli”, ha comunque spiegato alcuni suoi punti di vista sulla questione rifiuti in Calabria. «Se in Calabria si riuscisse a far funzionare tutto quello che è stato messo in piedi -ha sottolineato-, certamente la situazione sarebbe migliore. Sono sicuro però che se ci fossero gli impianti intermedi, le discariche e la percentuale di differenziata previste, sarebbe comunque necessario un secondo termovalorizzatore». Un pensiero dunque che favorisce le ipotesi di Marranghello, però aggiunge: «Sappiamo che ce n'è uno che funziona a Gioa Tauro e che ci sono dei lavori avviati per il raddoppio di questo. Se la questione però dovesse risolversi diversamente, per come la vedo io, sarebbe più opportuno avere un secondo impianto nella Calabria del nord. Questo eviterebbe i costi dei trasporti e l'inquinamento che ne deriva». Quindi Bruno spiega come dovrebbe funzionare il ciclo dei rifiuti: «Il piano dei rifiuti in Calabria prevede una serie di impianti intermedi, discariche, ecc., ma per chiudere il ciclo serve un certo volume da portare al termovalorizzatore. L'impianto di Gioa Tauro è in funzione ed i lavori per il suo raddoppio, per cui la Regione ha già preso un impegno, sono la conseguenza dei “no” arrivati dagli altri siti come Bisignano». E mentre si alimenta la convinzione che Gioia Tauro ospiti il secondo inceneritore, Bruno precisa: «Credo che la Calabria del nord abbia bisogno di un proprio termovalorizzatore. Il problema principale a questo punto sarebbe individuare il sito dove ubicarlo. A mio avviso, se ci fosse la possibilità, dovrebbe essere costruito all'interno di un grande centro urbano. Così, per esempio, attraverso l'utilizzo dell'acqua calda prodotta si potrebbero bypassare le caldaie delle abitazioni, con conseguente vantaggio per l'ambiente. Cosa non vantaggiosa se lo si facesse in una zona in cui l'acqua calda non viene utilizzata. Fermo restando che si tratti di impianti di ultima generazione». «Le polveri sottili -aggiunge- di dieci vecchie auto 126, sono maggiori rispetto a quelle prodotte dell'attuale impianto di Gioia Tauro. Credo quindi che un grosso centro urbano sia la soluzione dal punto di vista del bilancio ambientale». Quindi, in attesa che si sbrogli la questione di Gioia, Bruno conclude: «Certo non basta la disponibilità di un sindaco per costruire un impianto, né tanto meno si può fare il paragone di un inceneritore con il valore di una buona raccolta differenziata. Si deve discutere coi cittadini e far cambiare la mentalità, altrimenti il problema dei rifiuti lo avremo sempre e sarà un costo per tutti».
Emanuele Armentano
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