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martedì 15 aprile 2008

L'ecomuseo del paesaggio della Valle del Raganello sbarca a Ferrara

Un master internazionale per conoscere le bellezze della Calabria

Le bellezze di "casa nostra" fanno tappa oltre regione per un confronto internazionale che si terrà dal 14 al 16 aprile prossimi presso l'Università di Ferrara. Ad offrire l'occasione dell'importante evento è il master internazionale "Eco-polis" in Politiche territoriali e ambientali per la sostenibilità e lo sviluppo locale, che vedrà la collaborazione di altre università italiane e latino-americane (Brasile, Argentina, Messico, Uruguay e Portogallo). A portare alto il nome della Calabria, con il progetto ecomuseale della Valle del Raganello, sarà Stefania Emmanuele, assessore alla Cultura del Comune di Civita e responsabile scientifico del progetto ecomuseale. Questa esporrà i contenuti del progetto ai corsisti che a giugno verranno all'Unical per la sessione del master calabrese. «Gli studenti ed il corpo docenti per una settimana faranno sosta a Civita -fa sapere Emmanuele- per conoscere il paesaggio della Valle del Raganello e le politiche di sviluppo locale. Il Master Internazionale Eco-Polis è un programma di formazione avanzata poli-disciplinare e multi-scalare finalizzato a trasmettere le conoscenze e le pratiche più innovative in tema di sostenibilità e sviluppo locale». A fare da anello di unione fra le due realtà italiane, quella calabrese e quella romagnola, è stato il prof. Franco Rossi, membro del comitato di gestione del master "Eco-polis". «Lo stabilire una rete di rapporti con enti e istituzioni a livello nazionale ed europeo -continua Emmanuele-, è stato il primo obiettivo del progetto ecomuseale che, in una visione multidisciplinare intende coinvolgere più soggetti possibili nel processo di sviluppo, gestione e realizzazione delle pratiche di tutela e trasformazione del paesaggio. Proprio a partire dal 21 Giugno la rete europea degli ecomusei Mondi Locali, lancia la seconda edizione della Giornata Nazionale del Paesaggio e questa volta estende l'invito anche ai non ecomusei».

Em.Arm.

lunedì 25 febbraio 2008

Per il film calabrese 'Sacro Codice' fotografia da Oscar

Un film di particolare spessore fotografico è reso possibile grazie anche e soprattutto ad un bravo Director of Photography (DP or DoP). Il 'Sacro Codice' del regista di origine calabrese Franco Gramisci, che già nella fase di scripting aveva previsto, oltre agli effetti visivi e numerose altre peculiarità, anche il taglio fotografico da dare alle riprese ed il portare in scena alcune location spettacolari, del tutto inedite. Il Direttore della Fotografia (una delle figure professionali più importanti del cinema - lavora solitamente a stretto contatto col regista e le altre figure della troupe, poiché responsabile dell'estetica del film, ossia dell'impatto visivo delle immagini sullo spettatore) del film Sacro Codice si chiama Stefano Lombardo, allievo del più importante direttore della fotografia cinematografica al mondo Vittorio Storaro, vincitore di tre premi Oscar (per 'Apocalypse Now' di Francis Ford Coppola, 'Reds' di Warren Beatty e 'L'ultimo imperatore' diretto da Bernardo Bertolucci). Stefano Lombardo vive e lavora Roma come Direttore della Fotografia ed Operatore alla Macchina e si è diplomato presso l’Accademia Internazionale per le Arti e Scienze dell’Immagine. Prima allievo di Storaro (ha tenuto la tesi su 'Percezione, intuizione e rappresentazione del colore'), poi assistente del premio Oscar. Lavora nel cinema professionistico da un po' di anni, e dopo alcune piccole produzioni realizzate nell’ambito degli studi dell’Accademia dell’Immagine, dal 2000 all'aprile 2001 vive l'esperienza sul set di “Gangs of New York” di Martin Scorsese, nel 2002 cura la cinematografia nella monografia “Gino Covili”, sempre sotto la supervisione di Vittorio Storaro, e nello stesso anno è assistente alla cinematografia prima presso la Chino per le riprese di un video istituzionale Riello e poi nello shortfilm “Ai piedi della montagna” regia Peter Del Monte - cinematografia Marco Incagnoli (a.i.c.); cura inoltre la cinematografia del documentario “Giordano Bruno”, ed è anche nella troupe di pellicole più recenti come 'I Tre volti del terrore' di Sergio Stivaletti (2004), 'Exorcist: The Beginning' / 'L'esorcista: la genesi' (2004), "Giovanni Paolo II" (2005) (TV), "De Gasperi, l'uomo della speranza" (2005) (TV), 'Cuore sacro' di Ferzan Ozpetek (2005), 'Caravaggio' (2007) (TV), 'Io, Don Giovanni' (2008) e 'L'Imbroglio nel lenzuolo' (2008 - ancora in produzione) con Maria Grazia Cucinotta e con la regia di Alfonso Arau. Oltre alle conoscenze tecniche, Stefano Lombardo ha sempre evidenziato le proprie doti artistiche, connubio interessante per un processo creativo ed interpretativo assai complesso come la fotografia (composizione dell'inquadratura, disposizione delle luci, tonalità colore, controllo dei movimenti della macchina da presa, scelte stilistiche sull'angolo di ripresa, etc.). Se il noto regista russo Pudovkin un tempo affermava che 'un attore non illuminato non esiste nella macchina da presa', oggi si potrebbe dire che un avvenimento particolare senza una buona luce, ma soprattutto senza la giusta scala cromatica, non può esprimere sullo schermo il vero valore della sua esistenza. Molti dei capolavori della settima arte sono spesso frutto di storici sodalizi tra particolari registi e direttori di fotografia.
FIDEST (agenzia giornalistica)