venerdì 23 maggio 2008

Morano Calabro. Scongiurata la crisi, De Bartolo è salvo

La maggioranza sostiene l’apertura a “sinistra”
Il consiglio comunale della verità non si è tenuto. Alla fine, il gruppo consiliare Morano Può (i 5 dissidenti e i 6 fedeli al sindaco), hanno deciso di riprovarci. Dopo essersi lasciati per pochi giorni. C'è chi sussurra che potrebbero essersi mossi i politici che contano per far da "pacieri". E non si sono presentati al consiglio comunale di ieri, facendo mancare il numero legale. "E' in atto una fase di dialogo - ci ha detto il sindaco Nicolò De Bartolo (foto), raggiunto telefonicamente -. Un chiarimento politico che mira alla prosecuzione dell'avventura amministrativa". Il capogruppo di Morano Può, Giuseppe Blotta, chiarisce la situazione attraverso una nota stampa. «In virtù dello sforzo di riportare nella pratica dell'amministrazione cittadina quella lealtà, chiarezza e responsabilità necessarie per approntare l’indispensabile chiarimento politico dinanzi alla comunità amministrata e nell’estremo tentativo di garantire quella fase di sviluppo che la nostra cittadina merita. Comprendendo che non ricorrendone i presupposti non è auspicabile tradire la fiducia che gli elettori hanno riposto nel nostro gruppo». Ottimi presupposti davvero, bisognerà vedere se i giorni dai "lunghi coltelli" a Morano son finiti. Il capogruppo del gruppo di maggioranza Morano Può Giuseppe Blotta dice: "La decisione assunta dai consiglieri comunali appartenenti a tale gruppo di non prendere parte al consiglio comunale precedentemente convocato ai fini di tentare d’instaurare un dialogo tra le componenti della maggioranza per la prosecuzione dell’azione amministrativa nell’interesse esclusivo della collettività moranese. Tanto essendo in atto una delicata fase di discussione non ancora giunta a conclusione e che necessita un quanto mai opportuno rinvio della pubblica assise cittadina". Gli esponenti della maggioranza moranese, dunque, si vedranno più volte per chiarirsi e trovare la quadra del cerchio. Il sindaco aggiunge: «Mi prendo la piena responsabilità politica dell'azione di oggi. Nei prossimi giorni ci vedremo per chiarirci ». Non resta che aspettare. La volontà di metter fine alla faida interna c'è. Se son rose (ri)fioriranno.
Luigi Brindisi (Calabria Ora)

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