mercoledì 30 aprile 2008

Dichiarazione dell’assessore provinciale alle politiche del lavoro, prof.ssa Donatella Laudadio

A riguardo dei tirocini formativi avviati dalla Provincia di Cosenza per 1000 inoccupati o disoccupati del nostro territorio, molti degli interrogativi proposti dai consiglieri provinciali della Destra trovano già le loro risposte nelle norme nazionali riguardanti questo istituto, ossia la Legge 24 Giugno /97,n.196, art. 18, e il decreto interministeriale 25 marzo /98, n 142 , che noi siamo orgogliosi di aver seguito alla lettera . Ribadiamo comunque, in primo luogo, che il suddetto progetto, assolutamente sperimentale, e che ci viene richiesto da numerose altre Province non solo calabresi, non è un corso di formazione, ma un corso di orientamento al lavoro nel luogo del lavoro, di riqualificazione di competenze già in possesso degli aspiranti, volto a favorire l’incrocio domanda/offerta di lavoro nel territorio,attraverso l‘offerta al tirocinante di un’esperienza professionalizzante in azienda,ed al datore di lavoro della possibilità di incrociare una potenziale professionalità da impiegare nell’azienda stessa. Per quanto attiene l’indagine preliminare e l’analisi dei fabbisogni, essa è stata attuata in primo luogo attraverso un’azione capillare e diretta, condotta da dipendenti della Provincia nei vari territori, integrando i dati rilevati dal contatto diretto con quelli in possesso dei Centri per l’Impiego;ed in secondo luogo attraverso un’azione capillare di sensibilizzazione e di animazione su tutto il territorio, condotta dalle 11 associazioni di categoria più rappresentative della Provincia, che hanno preliminarmente acquisito dati e fabbisogni dai loro associati. Successivamente, per la formulazione degli elenchi delle aziende disponibili, si è disposta la pubblicazione di un bando a sportello sul portale del sito web dell’Ente, all’albo pretorio dell’Ente, all’albo di tutti i Centri per l’Impiego, disseminati su tutto il territorio, e per estratto sulle pagine regionali dei quotidiani locali a tiratura regionale. A dimostrazione della capillarità della pubblicizzazione,assai alto è il numero delle aziende candidatesi nei termini, che è di 1168 ammesse, e 59 non ammesse ,per motivi verificabili, di natura oggettiva,senza alcun intervento di esclusione di territori o Comuni, elenco che è rimasto sempre uguale e non è stato mai mutato, semmai arricchito degli indirizzi delle singole aziende, che peraltro erano fin dall’inizio reperibili nel sito dedicato. In quanto all’analisi costi/benefici, l’unico beneficio che la legge istitutiva si propone, è la riprofessionalizzazione al fine dell’inserimento/reinserimento di disoccupati ed inoccupati (ben 1000 in questo caso), che si riqualificano sulla base dei fabbisogni lavorativi delle aziende, seguendo l’evoluzione e la modernizzazione del mercato del lavoro. Questo percorso, inoltre ,come ulteriore beneficio,va a costituire un bacino di professionalità, aggiornate, costruite sul luogo di lavoro, cui le aziende possono attingere , senza dover ulteriormente pagare l’obsolescenza del mercato; per questi benefici, la legge evidentemente giudica congrui i costi previsti, mentre i vantaggi finali potranno essere giudicati solo “a posteriori”come in ogni umano progetto, di Destra o di Sinistra. Poi, al termine del percorso, come noi ci auguriamo, le aziende potranno trasformare, secondo le necessità, una percentuale di questi rapporti di tirocinio in nuova occupazione, anche sfruttando le opportunità e gli incentivi del progetto “Pari” e le detrazioni fiscali, nonché il credito d’imposta previsti dalla L.244/07 ,emanata dal governo Prodi per le assunzioni in aree deboli del Paese. Per quanto attiene una graduatoria degli aspiranti tirocinanti, essa non è prevista dalle norme nazionali sui tirocini, che affidano alle singole aziende ,secondo un criterio di conformità dei requisiti posseduti ai profili richiesti, la selezione dei tirocinanti, dovendo limitarsi i Centri per l’Impiego,per legge, a trasmettere gli elenchi incrociati tra le richieste di profili professionali ed i requisiti ad essi rispondenti. Sul piano politico, poi, a nessuno sfugge come la Provincia, non interferendo nella scelta dei tirocinanti,costituisca un esempio purtroppo raro di rifiuto di ogni discrezionalità o clientelismo politico; ed inoltre, cosa che viene ovviamente taciuta dai consiglieri della Destra, la Provincia, d’imperio, ha fatto inserire una sola clausola, per evitare il più possibile casi di familismo e parentelismo, quella cioè di imporre che i tirocinanti non possano essere legati da rapporti di parentela o affinità entro il secondo grado con il titolare o i soci/amministratori delle aziende in questione, anche questo da sottolineare come intervento teso alla moralizzazione, assolutamente raro in una regione come la nostra;infine, cosa assolutamente nuova, e dagli stessi consiglieri ovviamente non rilevata, la Provincia riserva una quota del 50% alle donne e del 10% ai cittadini portatori di una qualche disabilità,proprio per favorire l’accesso al lavoro dei cittadini per i quali vi è maggiore difficoltà, come è dimostrato dalle percentuali di disoccupazione. Ancora, a garanzia della massima trasparenza, la Provincia diffonde al massimo il bando per acquisire le domande dei tirocinanti, tanto che, alle ore 10 del 30 Aprile 08, il numero delle domande pervenute è di 3753, ed altre ancora ne perverranno fino alla data del 5 Maggio 08,cosa che sembra dispiacere ai consiglieri della Destra, che forse avrebbero preferito una modalità più discreta, con percorsi meno pubblici e trasparenti. Quanto ai percorsi di autoimprenditorialità,la Provincia ha avviato e concluso un percorso di autoimprenditorialità, destinato alle donne,che si chiama “Impresa al Femminile”, e che ha dato formazione di impresa gratuita, nonché consulenza gratuita e tutoraggio per la formulazione di progetti d’impresa a 100 donne; inoltre, grazie al suo progetto “Emersione”, insieme alla Fondazione Field, ha fatto nascere ben 15 aziende a gestione femminile sul territorio della Provincia; infine, il Presidente Oliverio ha istituito un fondo di garanzia di ben un milione e duecentomila euro per favorire l’accesso al credito a tasso agevolato alle aziende della provincia. Altri progetti, volti a favorire l’autoimprenditorialità, sono stati già inoltrati ed approvati dalla Regione Calabria e saranno quanto prima attivati. Concludendo, ogni iniziativa che valga a rendere più vicini il mondo della domanda e quello dell’offerta di lavoro, che riqualifichi le competenze professionali anche medio-basse, che renda meno accessibile alla discrezionalità politica e al familismo interessato il mercato del lavoro, che crei saperi concreti e spendibili, che aiuti i lavoratori espunti dal processo produttivo e i soggetti più deboli ad essere interessati da iniziative di inserimento/ reinserimento, non è considerata dalla Provincia come un’elemosina, ma come quella che la normativa nazionale ed europea più aggiornata definiscono “politica attiva per il lavoro”.

Donatella Laudadio Assessore alle Politiche del Lavoro - Provincia di Cosenza

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