A fronte del recente incontro tenutosi a San Lorenzo del Vallo, in cui i candidati del PdL Dima e Galati si sono schierati a favore del progetto del sindaco Luciano Marranghello, che si è proposto per installare un termovalorizzatore nel suo territorio, oggi arriva il no dell'Osservatorio Politico Meridionale. Per mezzo del suo vicepresidente Ernesto Franco De Simone, l'Opm ha espresso preoccupazione e contrarietà rispetto alla “disinvoltura” con cui ci si schiera verso questo progetto visto che tale ipotesi fu già “respinta dalle popolazioni dell’Esaro qualche anno fa, quando vi fu il tentativo di impiantarlo nel territorio di San Marco Argentano”. Quindi De Simone spiega: «Al di là della assurdità di una tale iniziativa, che contraddice le lotte in tal senso condotte dal capogruppo consiliare di An del Comune di Tarsia, Vittoria Bianchi, che si è schierata decisamente contro l’eventuale realizzazione in località Cona di un impianto di biostabilizzazione, vi è che non può essere consentito a nessuno di immaginare di usare un territorio come questo, dove insiste una forte vocazione agricola ed una significativa densità di popolazione». Quindi De Simone parla di un “territorio fortemente ferito” ed elenca gli “insediamenti inquinanti: il Sansificio, la Snam, il Parco Eolico. «Il dato è -continua il vicepresidente Opm- che se è pur vero che determinati impianti sono necessari, è altresì vero che non è possibile procedere a tentoni, senza una visione strategica del problema che esige una pianificazione ovvero un programma serio di interventi, che sia frutto anche di una concertazione coi Comuni e le popolazioni interessate». E attacca: «Non è possibile che esponenti di spicco della politica nazionale e regionale possano, nel pieno di una campagna elettorale, assumere posizioni da sponsor per mero calcolo elettorale, piuttosto che serene assunzioni di responsabilità. Ci vuole più rispetto per le popolazioni e le istituzioni locali, soprattutto da parte di chi aspira a rappresentarli nei due rami del Parlamento italiano».
Emanuele Armentano
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