giovedì 13 dicembre 2007

Plataci. Rifondazione Comunista: “Per i forestali soltanto promesse mancate”

“La Regione Calabria dove ha trovato i soldi per stabilizzare i dipendenti della cooperativa Why Not?” Questo l’interrogativo diretto al consigliere regionale Franco Pacenza ed all’ex sindaco di Plataci, Prospero Stamati, riportato su di un duro manifesto a firma del circolo locale di Rifondazione Comunista. All’indomani della notizia che vede la Regione Calabria intenta ad avviare il percorso di stabilizzazione dei lavoratori della Why Not passandoli all’Afor, a Plataci si riaccendono gli animi a proposito della vertenza dei operai idraulico-forestali i quali, nell’aprile scorso, nonostante la dura lotta culminata con l’occupazione pacifica della sede comunale, non riuscirono ad ottenere quanto reclamato: beneficiare del Fondo Sollievo. Ad aprile, come si legge dal manifesto, “gli imbonitori locali e zonali hanno detto che la stabilizzazione dei lavoratori platacesi non si poteva fare, perché non c’erano i soldi e perché non si poteva costituire un precedente che avrebbe scatenato le richieste di tutti i comuni della Calabria”. Ma adesso il direttivo del circolo di Prc si chiede: Da dove vengono fuori i soldi per stabilizzare dei lavoratori che, oltretutto, con la forestazione non hanno nulla a che fare? E questa stessa operazione non crea in ogni modo un precedente? Stando a quanto si legge sul manifesto, ad aprile c’erano i soldi e c’era anche la possibilità di stabilizzare i lavoratori forestali del luogo, mentre sarebbero proprio di Plataci le “gole profonde” che, attraverso accordi sottobanco con i consiglieri regionali Ds, hanno portato al allora boicottaggio, in Consiglio Regionale, dell’emendamento Guagliardi. “Per tappare la bocca ai lavoratori e carpire il consenso dei cittadini e dei professionisti - riporta ancora il manifesto - sono stati promessi 3 milioni di euro da spendere nel corso del 2007. Con delibere fuori legge l’ex sindaco con la sua Giunta si sono affrettati a dare gli incarichi di progettazione, distribuendo “schiaffi morali” ai disobbedienti, ma di quei soldi non si è vista nemmeno l’ombra. La nuova Amministrazione, in linea con quanto sopra, continua a prendere in giro. Non paga le giornate lavorate; circolano le buste paga ma non i soldi. Assume per un paio di settimane in base a tre progetti senza copertura finanziaria ancora una volta per tappare la bocca al popolo”. Solo attraverso la ripresa della vertenza e riavviando la lotta, conclude il comunicato affisso, si potrà avere una possibilità, quantunque lontana, di aspirare alla stabilizzazione.
Paride De Paola

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