Il 28 novembre scorso, con voti unanimi, tutti i sindaci della provincia di Cosenza presenti ( 128 su 155), hanno approvato la delibera che affida, ai sensi del comma 3 dell’articolo 150 del Decreto Legislativo n.152 del 2006, il Servizio Idrico Integrato alla Società “Cosenza Acque S.p.A.”.
L’unanime adesione è scaturita da un obbligo di legge a cui non era possibile sottrarsi poiché, qualora l’affidamento in house non si fosse realizzato entro il 2 dicembre ai sensi del Decreto Bersani, sarebbe intervenuto entro il 2008 un Commissario ad acta per attivare quanto previsto dall’attuale normativa.
Proprio nella riunione del 28 novembre alcuni sindaci, tra cui il sottoscritto, hanno manifestato delle perplessità, alcune delle quali messe anche in evidenza in un articolo che è apparso sulla stampa.
La nuova normativa prevede che la gestione dell’acqua, considerata un bene comune e non disponibile, sia affidata in ogni provincia ad una Società pubblica di cui siano amministratori tutti i Comuni. Unica eccezione può riguardare centri che non superino i mille abitanti e che siano situati in zone montane.
L’affidamento dell’acqua, considerata bene comune, superando le precedenti norme, che consentivano l’accesso della gestione anche ai privati, costituisce certamente un fatto positivo in quanto scongiura qualunque tentativo di speculazione o di interessi privatistici su questa fondamentale risorsa dell’umanità che deve essere meglio gestita per impedire sprechi ed abusi.
La Società avrà il compito di costituire, tra l’altro, il catasto delle utenze, dovrà individuare il Piano di Ricerca Perdite e realizzare un adeguato sistema d’informazione gestionale riguardante le infrastrutture a rete di acquedotti, fognature, serbatoi, pozzi ed altro.
Dovrà monitorare l’analisi funzionale della rete idrica e controllare la qualità delle acque. Ad una fase in cui vi sarà una presa in carico formale, si passerà, dopo un congruo intervallo di tempo, ad una presa in carico sostanziale di tutto il sistema idrico. E dai bilanci comunali verranno cancellate le voci di entrata ed uscita al sistema idrico. Le tariffe, entro i primi due anni, saranno quelle praticate in ogni Comune con gli aggiustamenti secondo quanto previsto dalla delibera del CIPE. Solo dal 2010 sarà applicata la tariffa unica con le modulazioni che verranno stabilite dopo la organizzazione strutturale ed organizzativa della Società.
In sostanza la nuova Società di gestione, voluta dalla legge, potrà svilupparsi, se i Comuni sapranno essere consapevoli dell’importanza dell’iniziativa, protagonisti di quell’obiettivo, da sempre enunciato ma mai realizzato, precisamente dell’acqua “bene comune” e risorsa da gestire correttamente e con senso di responsabilità per evitare sprechi e speculazioni.
L’atto deliberativo votato da tutti i Comuni senza distinzione di colore politico(come Cosenza, Corigliano, Castrovillari, Cassano Jonio...), una volta tanto costituisce una premessa per responsabilizzare anche le diverse comunità locali, in modo che diventino esse stesse protagoniste della tutela e valorizzazione di questo bene primario.
La gestione, ovviamente, dovrà essere in grado di superare le logiche della lottizzazione, degli interessi di parte che sono spesso, nella pratica, i veri nemici d’ogni progetto di rinnovamento che voglia affrontare la difficile sfida dei nostri tempi.
Il Comune di Castrovillari grazie alle sue esperienze, ad un sistema SIT già attivato, alla presenza di una struttura organizzativa abbastanza efficiente, che in questi anni si è cercato di ristrutturare e migliorare, può avere nella Società un ruolo importante e di riferimento per tutto il comprensorio.
E’ con questa intenzione, e pur con i rilievi effettuati, che abbiamo dato il nostro voto, con un intervento che nell’assemblea dei sindaci è stato considerato e apprezzato per la lucidità dell’analisi compiuta e per le concrete iniziative che sono state indicate per rendere la nascente Società in grado di rispondere alle esigenze del nostro territorio e della provincia.
f.to
Il Sindaco
Francesco Blaiotta
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